mercoledì 17 dicembre 2008

Abbandonate Internet Explorer!

Se state ancora utilizzando Internet Explorer, e' ora di smettere!

E' stata appena scoperta una nuova falla di sicurezza attraverso la quale chiunque lo desideri puo' intromettersi nel vostro PC e rubarvi tutti i dati contentuti in esso.
Microsoft se la prende comoda e non rilascera' un aggiornamento fino al 9 gennaio!

La falla e' talmente grave "da spingere alcuni esperti di sicurezza (come quelli di Trend Micro) a dare un insolito e radicale consiglio agli utenti: di non usare il browser finche' il problema non sara' risolto da Microsoft. E quindi di navigare solo con alternative quali Firefox, Safari, Chrome".

Io vi consiglio Firefox (potete scaricarlo cliccando qui), che per altro e' gia' usato dal 51% degli utenti di questo blog, contro il 32% che usa Internet Explorer 7 e il 9% che va ancora con il vetusto e molto pericoloso Internet Explorer 6. Il restante 8% usa Safari, il browser del Mac.

Firefox funziona, e' veloce, personalizzabile al massimo, sicuro: come qualsiasi browser, e qualsiasi programma (cosi' come qualsiasi cassaforte o codice di sicurezza), Firefox non e' immune da falle, ma poiche' conta su una comunita' enorme di persone che ci lavorano, una falla come quella di Internet Explorer una volta scoperta verrebbe corretta in poche ore, non in settimane!

Firefox importera' anche i vostri "Favoriti" di Internet Exlorer in maniera automatica, quindi, caro 41% di utenti Internet Explorer 6 o 7, non avete piu' scuse!

martedì 16 dicembre 2008

Sono commosso

Pregasi notare l'altezza relativa delle persone e dei muri di neve che stanno spalando...




Foto scattate a Prato Nevoso e a Limone Piemonte, non distante da Sangiacomo...

Queste e altre foto si trovano on line qui e qui.

mercoledì 10 dicembre 2008

Panoramica

Domenica gita con Oriol del GEFF al Puigpedros, una montagna facile facile di poco piu' di 2900 metri dalla quale si gode di un panorama unico.
Da sinistra a destra: la Serra del Cadi con i suoi canali (da scendere), le montagne di Andorra, il gruppo del Carlit, la Cerdanya e infine le piste di La Masella e La Molina (dove il prossimo finesettimana ci saranno per la prima volta due gare di Coppa del Mondo di sci femminile).


Indispensabile cliccare sull'immagine per vederla ingrandita.
Qui trovate la versione a piena risoluzione, per godervi tutti i dettagli del panorama (per i meno smaliziati: bisogna clicccare su Free User, aspettare che finisca il conto alla rovescia e poi fare click su Download).

P.S.: Messaggio in codice per il fotografo, l'informatico ex fisico, l'aspirante metereologo e l'ingegnere in carriera (nel fortunato caso in cui quest'ultimo volesse nuovamente sovrapporre a un paio di sci con pelli di foca i suoi piedoni nonche' la sua panza): "Bellissimo il panorama, pero' mi sarei anche un po' stufato di fare un massimo di 10 inversioni a gita causa mancanza di pendenza, vediamo di organizzarci di conseguenza."

P.P.S.: Vorrei sottolineare che il panorama l'ho creato io in dieci minuti partendo da nove foto diverse con un fantastico programma per Linux che si chiama Hugin.

domenica 7 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

Malattia

Delle ultime dieci mail presenti nella mia casella di entrata:

4 hanno come soggetto "Esquiar"

2 "Fin de semana"

1 "GEFF"

1 "Sciare"

2 sono di lavoro

E' per caso arrivato l'inverno?

martedì 2 dicembre 2008

Trieste, Milano, Genova

Ma si puo' avere come aspirazione di vita una casetta in Brianza?
Si puo' farlo se sei di Trieste e stai con uno di Genova col quale convivi da 2 anni a Sesto San Giovanni?
Puo' non mancarti il vento, il cielo blu, le strade in salita? vai ad appiattirti in Brianza in mezzo al grigio?
Puo' essere il tuo secondo piu' grande desiderio avere un'auto perche' muoversi da Sesto a Milano e in Brianza se no e' complicato? cioe', un'auto non per andare in qualche posto decente, ma per muoversi in Brianza! o al massimo andare a Milano...

Riesci a non sentirti gia' un po' morta in mezzo a questi desideri? come fai?

O forse sei tu quella viva e noi quelli gia' morti, mai nati, noi che inseguiamo un sogno o un desiderio forse piu' grande di noi stessi e continuiamo a vivere nel futuro dimenticando troppo spesso il presente.

Forse, chi si accontenta gode... pero' mica tanto secondo me...

lunedì 1 dicembre 2008

Di bene in meglio

E' allucinante che si possa dichiarare una cosa del genere:

«Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un'altra». «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - afferma mons. Migliore - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni»

Notizia originale qui e qui.

Cioe' quindi non mettiamo al bando la tortura, la pena di morte, il lavoro minorile, la discriminazione di genere, perche' poi si creerebbero discriminazioni verso chi le pratica! Geniale, geniale!

mercoledì 26 novembre 2008

Agghiacciante

In California il 52,1 % degli elettori ha votato per abolire il diritto degli omosessuali a sposarsi.
Vi consiglio di leggere questo illuminato commento e, per chi mastica l'inglese, ascoltare quest'altro qui sotto. Condivido pienamente entrambi (che per altro si sovrappongono in gran parte)

martedì 25 novembre 2008

Precisazione

Quei cinque lettori... anzi, forse quei tre lettori che mi seguono con una certa attenzione avranno forse notato una novita' sottintesa nel penultimo post. Il simpatico colombiano Cesar ha lasciato l'ostello Font Florida.
Si e' unita a noi in sua vece un'esuberante cilena di nome Carla, molto divertente anche grazie alla parlata totalmente priva di esse :)

... e naturalmente...

...l'altro giorno mentre guidavo tra i tornanti e il suono di una chitarra ci accompagnava non potevo non portarti almeno un po' con me.

C'e' sempre qualcosa di nuovo da imparare, qualcosa che a volte fa cosi'

Si comincia

C'e' un preciso momento dell'anno in cui ho la sensazione che qualcosa si sia appena risvegliato e abbia voglia di cominciare a correre. Di solito succede in novembre o in dicembre, ma eccezionalmente potrebbe anche essere ottobre.

E' il momento in cui sento il rumore dell'attacco che si chiude sulla punta dello scarpone sopra lo sci e col tallone libero porto avanti il piede destro mentre il sinistro resta fermo, tenuto aggrappato alla neve dai mille fili sottili della "pelle" attaccata sotto lo sci.

Davanti c'e' una distesa bianca da risalire, una vetta da guadagnare per poi liberare la discesa. Le braccia e le gambe si muovono in gesti ritmati e alla prima inversione tanti piccoli muscoli si destano dal torpore autunnale in un movimento di cui portano impresso il ricordo.

Apri, alza, calcia, piega il ginocchio, gamba dentro e via.

Sulla cima il vento e' forte e punge anche attraverso le giacche e le maglie, scolliamo le pelli con gesti rapidi; e poi giu', le prime curve, le ginocchia assorbono le mille piccole asperita' della neve lavorata dal vento, una curva e poi l'altra e poi un'altra ancora; e poi giu',veloci per il pianetto sentendo le sottili strisce di ferro entrare nella neve, fino a fermarsi per cercare l'imbocco del canalino giusto; e ancora giu', al secondo pianetto, un urlo di gioia, uno sguardo d'intesa, un sorriso; e ancora giu', per l'ultimo tratto lisciato dalle decine di passaggi e dal vento, ancora veloci fino al rifugio.

Levare gli sci, aprire gli zaini, e finalmente lasciare che il corpo ascolti il leggero lamento dell'appetito e abbandonarsi a una specie di improvvisato banchetto collettivo: pane, formaggio, prosciutto, datteri, nocciole di Reus (le migliori, dice Eudald... da Reus naturalmente), briochine del forno giu' a valle, cioccolata, mandarini.

Domenica e' stata la prima gita di stagione: con tre membri del GEFF, e due del personale della Font Florida, piu' io che appartengo sia al GEFF, sia al personale della Font Florida. Io, Eudald (si scrive cosi' ma si legge Audald, nome in uso nella Catalunya medioprofonda) e Mirela con gli sci, Anna, Johannes e Verena con le racchette.

Il Bastiments, 2881 metri, e' una cima molto facile, ottima per iniziare, che risale per un tratto le piste di Vallter 2000, fortunatamente ancora chiuse. Un paio d'ore da Barcelona, uno splendido bar a Setcases, neve dura lisciata dal vento, ottima compagnia, ottimo cibo, risate e pure la scoperta di un paio di canalini interessanti in cui cominciare da subito a sentire il brivido del ripido.

Cosa si puo' chiedere di piu'?

Ah gia', tornare a casa e cuocere un'ottima zuppa mentre Johannes prepara il salmone e i gamberetti, poi tutti a tavola con Verena e Carla. Quasi quasi sembra di stare in famiglia!
Una famiglia non molto tradizionalista, visto che gli uomini hanno cucinato... pero' almeno le donne hanno lavato i piatti! Un po' per uno non fa male a nessuno!

venerdì 21 novembre 2008

Mangia che e' buono

Cena per quattro.

Orzo e grano saraceno con porri e carote
Verza saltata con cipollotti
Insalata mista con scaglie di parmigiano e aceto balsamico

Biscotti buonissimi all'arancia (naturalmente della cooperativa) e cioccolato fondente svizzero.

giovedì 20 novembre 2008

GEFF

Proseguendo nel mio tentativo di inserirmi nel tessuto sociale catalano, domenica dovrei avere la prima uscita con gli sci con il GEFF, Grup Excursionista de la Facultat de Fisica.

Si cominciaaaaaa!

mercoledì 19 novembre 2008

Commissione compere

Se in primavera il tema centrale di questo blog era lo scialpinismo, in estate l'arrampicata e i viaggi, all'inizio dell'autunno il Genoa, ultimamente mi sto concentrando molto sul tema "Cooperativa"

Da stasera faccio parte della "Commissione compere", andro' a parlare con i produttori e fornitori, contadini e grossisti. Non vedo l'ora di cominciare!
Mi sento un po' Luca Nervi... :)

Buon appetito

Stasera cena per sei con verdure della Cooperativa, in (quasi) perfetto stile Beppe.

Antipasto di carote (crude) e cavolfiore (verde e bianco, al vapore) in pinzimonio.
Orzo con la zucca (specialita' della casa)
Bietole saltate in padella con scaglie di Parmiggiano fuso.
Frutta buonissima della cooperativa: mele, kiwi e arance.
Dolcino tedesco di Verena.

Cosa c'e' di piu' bello di far da mangiare bene per le persone care che sanno apprezzarlo?
Dovrei farlo piu' spesso, chi si prenota?

giovedì 6 novembre 2008

Ritorno al futuro

Ieri ho fatto la prima spesa grande alla cooperativa.

C'erano la frutta e le verdure che avevo ordinato la settimana scorsa, belle fresche e buonissime e poi finalmente ho messo mano ai sacconi dei cereali e dei legumi con l'orzo, il riso, il grano saraceno, il cuscus, i cannellini, gli azuki, i piselli secchi, il muesli.
L'unica cosa che non hanno e' la pasta...

Fatto l'ordine annuale per i 10 litri di olio a 5 euro al litro, e quello settimanale per tutti gli abitanti dell'ostello Font Florida da ritirare mercoledi' prossimo, caricato tutto nella cassetta della frutta e passeggiatina orgogliosa fino a casa.

Mi sembrava quasi di essere tornato ai tempi di Via Vesalio e delle macchinate dal Bonamici a San Martino Ulmiano...

Yes we can!

mercoledì 5 novembre 2008

Si dica quel che si dica...

...stanotte si e' fatta la storia. Una bella storia, per una volta.

Finalmente una risposta e' arrivata da un popolo spesso addormentato, a volte cieco, quasi sempre, come tutti, manipolato.

"The answer spoken by young and old, rich and poor, democrat and republican, black, white, Hispanic, Asian, Native American, gay, straight, disable and not disable".



Adesso il meno e' fatto, forza Obama, facci vedere cosa sai fare!

PS. Tutto il primo discorso di Obama da presidente eletto in inglese, e i passaggi principali sottotitolati in italiano, si possono trovare qua.

martedì 4 novembre 2008

A passeggio per Barcelona

Passeggiamo per Gracia, un quartiere appena fuori dal centro, non ancora occupato da turisti e stranieri di passaggio ma dove resiste qualche Catalano vero, in mezzo a studenti, artisti e a un buon numero dei piu' tipici migranti che popolano la citta': giovani tra i 25 e i 35 anni, che un po' hanno perso la bussola e un po' sono all'eterna ricerca di qualcosa di nuovo e diverso; Barcelona e' la citta' per loro, e' la loro citta', la citta' liquida.
Gracia e' piena di locali, pub, ristoranti, strade strette e case basse; nelle piazze, tutte libere dalle auto, che si aprono all'improvviso nascoste tra i vicoli, i ragazzini ancora giocano a pallone. Un mare di giovane umanita' prende il loro posto dal calar della sera fino a notte fonda, quando il camioncino della BCNeta passa a gettare acqua sopra il fuoco della notte e accompagnato dalla Guardia Urbana manda tutti a casa. Anche chi vive affacciato sulle piazze ha diritto a dormire.
Sembra di essere in un paesino, quasi distinto e distaccato dal resto della citta', sebbene Placa de Catalunya e le Ramblas siano a soli venti minuti di cammino lungo il Passeig de Gracia. E proprio come nei piccoli paesi, chi abita a Gracia non nasconde l'orgoglio di farlo.

Scendiamo allora lungo il Passeig de Gracia e lasciamoci alle spalle le opere irriverenti e meravigliose di Gaudi' e degli altri architetetti modernisti fino ad arrivare a Placa de Catalunya, il centro della Barcelona turistica. E' da qui che cominciano le Ramblas, sulle quali si affaccia un imperdibile mercato, la Boqueria: un'esplosione di colori, odori e sapori, molluschi vivi dalle forme improbabili, crostacei boccheggianti, grossi tranci di tonno, tapas e vino.

Camminiamo per le Ramblas fino a Drassanes, osserviamo Barcellona prostituirsi al passaggio di chi le scivola dentro senza lasciarle niente altro che qualche soldo per i suoi artisti improvvisati, i suoi ristoranti che servono immancabilmente paella semindustriale e poco piu', i giocolieri dalle mani veloci con clavette o palline e quelli veloci con tre carte o tre scatole, che al turista fanno credere di essere il piu' "listo", lo fanno affiancare da un amico improvvisato che accenna la sua lingua, lo lasciano guardare per un po', giusto il tempo di convincerlo a farsi dare un paio di biglietti da 50 o da 100 euro che finiranno "listos", questi si', nelle loro mani invece che raddoppiarsi in quelle avide del turista... e a un signore di mezza eta' raggirato non resta che guardare la moglie, cercando comprensione nel suo sguardo, e incontrando solo un rimprovero che appare fermo ma dolce nel suo silenzo. Chissa', forse 300 euro regalati sulle Ramblas non sono poi molti per loro...

Infiliamoci infine nella Calle Escudellers per entrare nel cuore del Gotico, per respirare la citta' vecchia, tra i vicoli ora piu' stretti ora piu' larghi e l'odore tipico di salsedine e sudore, di orina e di fumo, pungente e distintivo, che resta sempre uguale viaggiando per le grandi citta' portuali del Mediterraneo: da Napoli a Marsiglia, da Genova a Barcelona.

giovedì 30 ottobre 2008

Viva viva la cooperativa

Da stasera sono il socio numero 462 della cooperativa Germinal a Sants!
Mi hanno spiegato come funziona e mi sembra perfetto!
Innanzitutto devi diventare socio della cooperativa, l'organizzazione e' totalmente orizzontale e ciascun socio svolge a turno i compiti amministrativi e pratici (dall'invio degli ordini, alle relazione esterne, alla pulizia dei locali), in piu' ci sono mensilmente delle conferenze di presentazione della cooperativa cui i nuovi soci sono obbligati a presenziare, anche per farsi conoscere e vedere se possono mettere a disposizione della cooperativa qualche competenza specifica. Ho visto che organizzano anche serate a tema con corsi di cucina tenuti dai soci stessi, chissa' magari a qualcuno interessano le mie piccole fisse alimentari...

I prodotti in scatola o in bottiglia, i cereali e i legumi, rigorosamente sfusi, sono disponibili in stock e si possono prendere liberamente, mentre per i prodotti freschi ogni settimana bisogna fare l'ordine basato su una tabella con prezzi e disponibilita' inviata direttamente dai vari produttori, tutti locali, da cui la cooperativa si fornisce e poi il mercoledi' e il giovedi' si puo' passare a ritirare la roba.

Naturalmente sono tutti ipercatalani e si degnano di parlare Castigliano solo dietro esplicita richiesta e con una certa difficolta', quindi ho cominciato col dire a tutti che se mi parlano lentamente in Catalano li capisco, il che poi e' vero, pero' si dovranno accontentare di risposte in Castigliano misto Italiano, almeno per ora. Effetto collaterale interessante e' che mi tocca anche imparare i nomi di tutte le verdure, i cereali e i legumi in Catalano.

Naturalmente e' tutta roba di agricoltura biologica e la filiera e' ridottissima visto che la cooperativa si rivolge direttamente ai produttori; vengono ordinati, e quindi trasportati fino in citta', solo i beni deperibili (frutta e verdura) richiesti con una settimana di anticipo, cosi' si riducono al minimo gli sprechi e i costi di trasporto e i prezzi sono superconvenienti!

Insomma, finalmente mi e' sembrato di fare una cosa utile a questo mondo.

Nevada récord en un mes de octubre

Questa l'apertura di Metro questa mattina! Fino a 74 cm qui sul Pireneo Catalano!
Ho come la sensazione che l'astinenza sia mooooolto prossima alla fine!

martedì 28 ottobre 2008

Fine dell'astinenza in vista?

Meteocat, l'infallibile sito di previsioni meteo della Catalunia, da' pioggia in citta' e neve fino a 700 metri di quota da oggi a domenica!
In effetti oggi piove a dirotto e fa freschino.
E io ho i prossimi tre finesettimana impegnati con ospiti e una capatina all'estero... temo che qualche giorno della prossima settimana verro' preso da un'inspiegabile malessere passeggero che mi impedira' di farmi trovare nel mio ufficio

Cambio di rotta

Premessa. Questo e' un post calcistico che puo' risultare noioso a chi disprezzi l'arte pedatoria: da quelli che se la tirano perche' il calcio e' una schifezza, alle pulzelle a cui giustamente non gliene puo' fregare di meno.

Il fatto che dalle sabbie della serie B e della serie C il Genoa si sia finalmente risollevato e' certamente rappresentato dal ritorno di Milito ma anche, anzi forse ancor piu', dal fatto di avere in squadra un giocatore come Thiago Motta.
Uno che a 19 anni giocava titolare nel Barcelona, uno che si e' fatto male a tutte e due le ginocchia e ora e' ripartito senza un pelo di spocchia. Anzi, si e' tagliato il capello lungo e si e' dato al look rapato, dicono che abbia un po' messo la testa a posto, a 26 anni forse era l'ora, e che sia sempre tra i primi ad arrivare al campo di allenamento tutti i giorni.
Per adesso gioca praticamente da fermo, un anno e mezzo giocando 6 partite si fanno sentire per forza, ma si vede subito che e' un giocatore diverso, uno che c'entra poco anche in una squadra di classifica sia pure medio-alta come il Genoa di oggi, uno che conosce il gioco del calcio per sua natura e basta.

Ci sono persone che il proprio mestiere lo sanno fare in maniera "diversa", a un'altro livello rispetto alla maggior parte dei propri colleghi, perche' guidati da maggior passione o da maggior talento naturale o magari da tutti e due; ecco, Motta e' uno di quelli.

L'allenatore del Genoa si chiama Gasperini. Anche lui e' uno di quelli. E' bravo, e' tremendamente bravo, e se non vi fidate di me, forse vi fiderete di chi parla da spettatore neutrale. Gasperini ha portato personalita', consapevolezza nei propri mezzi, un gioco offensivo e sa gestire un gruppo di ventenni milionari come pochi perche' gli fa fare la cosa che desiderano fare piu' di ogni altra, giocare a pallone, facendoli divertire, e facendo divertire anche chi li guarda farlo, persino in allenamento. In fondo, e' anche per questo che guardiamo una partita di calcio.

La scena che non dimentichero' e' avvenuta verso il minuto 20 della ripresa della partita Inter - Genoa di domenica. L'Inter e' senza dubbio la squadra piu' forte del campionato, per qualita' e prestanza fisica, nonche' per budget.. Siamo ancora 0 - 0, noi ce la stiamo giocando alla pari, anzi per la verita' mi viene quasi da pensare che quella partita potremmo anche vincerla. Pero' Ivan Juric, uno che ci mette sempre la grinta anche se corre in una delle maniere piu' ridicole che si siano mai viste, si e' appena fatto espellere e le cose si complicano davvero.
Gasperini chiama Motta vicino a se' e gli spiega come devono disporsi. Non e' difficile intendere la mimica. Quattro dietro, quattro in mezzo, e Milito solo davanti. Motta fa un cenno di assenso col capo poi gli chiede spiegazioni su qualche dettaglio, parlotta attento ancora un po' con Gasperini, si scambiano un'occhiata e un altro cenno di assenso, l'allenatore gli da' un pacca sulla spalla e lui torna verso il centrocampo.
Ecco, e perche' non la dimentichero'? Perche' in quegli sguardi si vedeva la comprensione reciproca di chi si intende a meraviglia sul mestiere che bisogna fare, sul come farlo e sul come farlo bene.
E perche' e' bellissimo avere due persone cosi' nella tua squadra!

Per la cronaca, la partita e' finita 0 - 0, e all'ultimissimo secondo il portiere dell'Inter ha fatto un mezzo miracolo su una punizione calciata da... Motta naturalmente!

lunedì 27 ottobre 2008

Ping pong

Finesettimana italiano piuttosto intenso, fatto come al solito di chilometri e di incontri.
Vorrei ringraziare quelli che hanno sopportato le decisioni all'ultimo momento, i cambi di programma, i minuti ritagliati, gli appuntamenti mancati, i passaggi scroccati, il sonno rubato.
Grazie.

Ma oggi e' lunedi' e, con un'energia forse diversa e un'insolita voglia di fare e di essere, per la seconda volta tornando all' "Ostello Font Florida" dopo qualche giorno di assenza ho avuto la sensazione di tornare a casa.

giovedì 23 ottobre 2008

Momento di esaltazione

Inoltro cosi' come l'ho ricevuta da mio cugino questa storiella realmente accadutagli...

(giochino: chi indovina che lavoro fa mio cugino?)

Mutazioni sociologiche e Lanterna


Carissimi, appena rientrato dal profondo Sud voglio rendervi edotti di quanto occorsomi e che, metaforicamente parlando, non saprei come altro definire se non orgasmatico!!!
Mentre mi aggiravo per il centro storico di Catania con la cartina in mano stile turistapercaso, mi si avvicinava un gruppetto di ragazzi chiedendomi se avevo bisogno di indicazioni. Poiche' erano molto gentili mi fermavo a scambiare quattro chiacchiere e i predetti mi domandavano da quale citta' provenissi. Non appena li informavo di essere Genovese uno di loro prontamente esclamava: "Miiiiiinchia, MILITO... il Principe!!!!!"
Questo evento non puo' che rappresentare una mutazione sociolocica in atto.

Premessa. Chi, come me, ha vissuto la sua adolescenza nei primi anni '90, non poteva farsi tranquillamente una vacanza da qualche parte perche' in un caso del genere l'interlocutore avrebbe detto: "Miiiiiiiiiiinchia, Vialli e Mancini!!!". L'offesa per chi come me e' Genovese e non di qualche delegazione, era sempre insopportabile.

Da quanto capitatomi in questi giorni emerge invece una nuova ed entusiasmante realta':
1) i Genovesi possono finalmente girare il mondo senza correre il rischio di venire gratuitamente equiparati a quelli la'
2) la zanduria, cui riconosco di essere stata un tempo una simpatica realta', sta letteralmente sparendo dalla faccia della terra.
Saluti e baci a tutti, anche a quelli la', cui faccio dono di una bellissima foto della nostra Lanterna....
GIUSE

sabato 18 ottobre 2008

Tutti contenti

Ora metto un video che accontenta secondo me quasi tutti i miei lettori.

I sentimentali (leggete la traduzione in fondo), quelli che gli piace il metal (basta ascoltare) , i montanari (basta guardare il video), e pure quelli che sanno il tedesco! :)

Ohne dich

Ich werde in die Tannen gehen
Dahin wo ich sie zuletzt gesehen
Doch der Abend wirft ein Tuch aufs Land
und auf die Wege hinterm Waldesrand
Und der Wald er steht so schwarz und leer
Weh mir, oh weh
Und die Vögel singen nicht mehr

Ohne dich kann ich nicht sein
Ohne dich
Mit dir bin ich auch allein
Ohne dich
Ohne dich zähl ich die Stunden ohne dich
Mit dir stehen die Sekunden
Lohnen nicht

Auf den Ästen in den Gräben
ist es nun still und ohne Leben
Und das Atmen fällt mir ach so schwer
Weh mir, oh weh
Und die Vögel singen nicht mehr

Ohne dich kann ich nicht sein
Ohne dich
Mit dir bin ich auch allein
Ohne dich
Ohne dich zähl ich die Stunden ohne dich
Mit dir stehen die Sekunden
Lohnen nicht ohne dich



Senza te

Andrò tra gli abeti
Là dove l’ho vista per l’ultima volta
Ma la sera getta un velo sulla terra
e sui sentieri dietro il ciglio del bosco
E il bosco è così nero e vuoto
Ahimé, ahimé
E gli uccelli non cantano più

Senza te non posso stare
Senza te
Anche con te sono solo
Senza te
Senza te conto le ore senza te
Con te si fermano i secondi
Non hanno valore

Sui rami nelle fosse
ora è silenzioso e senza vita
E il respiro mi diventa così faticoso
Ahimé, ahimé
E gli uccelli non cantano più


Senza te non posso stare
Senza te
Anche con te sono solo
Senza te
Senza te conto le ore senza te
Con te si fermano i secondi
Non hanno valore

Eroe, vigliacco o...

...rompicoglioni? Roberto Saviano.
Ha deciso di andarsene. Ha 28 anni, come me, e non ha una vita perche' ha detto la verita' su quello che ha visto e vissuto.
Sembra che per avere una vita dove la vita e' intrisa di camorra, si debba far finta che la camorra non esista, o prendersela con chi la combatte. Come i ragazzi intervistati da Repubblica a questo indirizzo.
"Saviano? si poteva fare i fatti suoi se voleva stare tranquillo!"
Viva la meglio gioventu'.

venerdì 17 ottobre 2008

Crisi d´astinenza

Accarezzarla delicatamente mentre il respiro si fa piu' intenso e profondo, scivolare lentamente dentro di lei ascoltandane il suono, percependone i minuscoli movimenti, fermandosi ogni tanto a riprendere fiato, a sentire il sudore scendere sugli occhi, a guardarla, a guardarsi, a voltarsi e riempire gli occhi di meraviglia e poi riprendere a salire, fino a dove rimane solo il cielo sopra di te e sotto di te il segno leggero del tuo passaggio.

E sulla vetta il silenzio rotto dal vento, dal tuo ansimare e da quello dei tuoi compagni, la gioia e l'attesa per la parte migliore che ancora deve venire. Sentire l'aria fredda scaldarsi nelle narici prima di scorrere tiepida in gola.

E finalmente liberare la voglia e scivolare veloce sentendo la neve soffice e profonda sulle caviglie e sulle ginocchia. Saltare preciso da una curva all'altra, da uno spigolo all'altro dei pezzi di legno ai tuoi piedi, lasciarsi portare dal ritmo fino a quando il cuore batte troppo forte e le cosce si riempiono di minuscoli spilli e non puoi fare altro che fermarti e boccheggiare... anzi no, sorridere.

Trovarsi nella natura bianca, grigia e verde, di neve, di ghiaccio, di roccia e di conifere, mentre si lascia abbracciare e violare, sapendo che domani del tuo passaggio gia' non portera' traccia.

Sapere di essere li' in mezzo per fare una cosa semplice e inutile come scivolare sulla neve e farlo in un posto come quello, che ti sei conquistato con un cammino soltanto tuo che nessuno ricalchera' uguale, nemmeno tu quando tornerai.

E avere qualcuno con cui condividere tutto questo che ti fa sentire vivo.

mercoledì 8 ottobre 2008

Vicky Cristina Barcelona

Alla fine sono andato a vederlo. Non posso che citare la Fra.

"Woody Allen e' venuto a Barcelona a fare un film e ha capito subito lo spirito della citta' liquida. Occhio pero', perche' il liquido di Barcelona e' infiammabile".


Devo dire che ho visto il trailer italiano doppiato e perde tantissimo. Penelope Cruz e' veramente stupenda in questo film, quando recita in inglese con pesante accento spagnolo e soprattutto quando sbrocca in spagnolo. E naturalmente e' bellissima.


Pero' forse la cosa che preferisco e' il finale.

Let down

A volte una persona alla quale non avevi pensato da un po' di tempo comincia a bussare nei tuoi pensieri.
No, non te lo dico chi e'.

A te che bussi:

Ad minchiam!

Tutte le volte che cerco di spiegare questa cosa della passione per il Genoa la gente mi prende un po' per matto.

Battu u belin!

Qualche giorno fa era l'anniversario della morte di Franco Scoglio, il Professore. Per chi e' proprio a digiuno della faccenda, e' stato a piu' riprese l'allenatore del Genoa, era un personaggio sempre un po' fuori dalle righe, almeno diceva sempre quello che pensava. E' morto, come molti altri matti genoani come lui, quando il cuore ha smesso di battere mentre negli occhi e sulle labbra aveva il Genoa.

Noi gli volevamo bene, per quello che diceva e per come lo diceva.

- Io non faccio poesia, io verticalizzo!
- A volte penso che Gesù Cristo sia rossoblù
- Si capisce subito quando un giocatore sa fare la diagonale del rombo.
- Sapevo che un mio giocatore la sera andava in discoteca fino a tardi, l'ho seguito e quando è entrato nel locale gli ho lasciato un biglietto nel tergicristalli con scritto:"Stai attento, il tuo allenatore lo sa!"...Non c'è andato mai più.
- La vittoria non mi da emozioni particolari ma odio la sconfitta. Quando perdo divento una bestia e a casa litigo con mia moglie.
- Che libidine quando
perdo. La sconfitta mi esalta come le vittorie: posso riassaporare degli stimoli insostituibili.
- Lei, laggiù in fondo, mi deve ascoltare. Altrimenti io sto qui a parlare ad minchiam.(Scoglio in conferenza stampa rivolgendosi ad un giornalista)
- In questa squadra ho a disposizione doppioni, triploni, quadripliconi nello stesso ruolo.
- Io al Genoa sono il migliore allenatore al mondo.
- Il Genoa è una cosa particolare, ha un Dio tutto suo...
- Ci sono 21 modi per battere un calcio d'angolo e 12 per battere una punizione.
- Abbiamo perso per l'errata applicazione di un meccanismo a "elle" rovesciata.
- La Samp è come Dorian Gray, cultore dell'estetismo.
- La Coppa Italia??? Vale quanto la coppa del Nonno. La Coppa delle Coppe vale la Mitropa!
- Toglietemi di torno 'sti gialli di minchia.... (il riferimento è ai giornalisti giapponesi ai tempi di Miura, primo giocatore giapponese nel campionato italiano, ovviamente al Genoa).
- Sono un diverso perchè non frequento il gregge: il sistema ti porta all'alienazione.
- Io non comando i giocatori, io li guido.
- Pagherei 2 biglietti per vedere Maradona.
- Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.
- Il gol preso a Bergamo calcisticamente non esiste.
- Se dici Juve dico no, se dici Inter dico si, se dici Bologna dico no, se dici Napoli dico si; a Tunisi vado gratis, a Genoa vengo anche in C.
- Il presidente non esiste, la squadra non esiste e la società non esiste, ma nella maniera più assoluta: esiste solo tifoseria e tecnico.
- Miura bravo di testa, bravo di destro, bravo col sinistro ma non adatto al campionato italiano. Ne è sicuro Professore? Nella maniera più assoluta.
- Se qui a Genoa non vinco uno scudetto in tre anni torno a Lipari a fare l'albergatore.
- Luiso è un ragazzotto maleducato, affettuosamente parlando.
- Bouza è tatticamente come Maldini.
- Gabsi è il Di Livio d'Africa.
- Badra è secondo solo a Baresi.
- Mensah sarà il nuovo Desailly.
- Io per lei non sono il signor Scoglio sono il Professor Scoglio.
- La corsa è il nostro vaccino, la tattica esasperata la nostra minestra.
- Noi siamo il Genoa e chi non ne è convinto posi la borsa e si tolga le scarpe. Noi non siamo il Roccapepe! Che poi dove cazzo sarà sto Roccapepe, magari è un paese bellissimo...
- Io i colori rosso e blu li ho nel sotto pelle, capisce? Non prendo in giro nessuno quando dico che il Genoa è tra le prime 10 squadre d'Europa, come nome.
- Mi rilasso con i fumetti di topolino e con i film western: so già che avranno un lieto fine.
- Nel nostro piccolo, al Genoa, faremo come la Dinamo Kiev. Quando avremo recuperato il tornante Rotella, s'intende.
- Oggi faccio un'analisi a 300 gradi,60 gradi li tengo per me.
- Codrea è un grande play perchè aggredisce spazio e tempo.
- Io non ho bisogno dello yacht, mi basta una barchetta per pescare.
-Esonerato dal Torino, ho brancolato per 2 anni nell'oscurità.
-Il doping è sempre esistito e i calciatori sono ignoranti, nel senso che ignorano elementi di chimica e farmacologia.
-Quando mantengo la testa sulle spalle posso combinare qualcosa di buono. Ho sbagliato due stagioni non ero lucido e mi sono prostituito.
- Stagione 88/89, negli spogliatoi: "Ragazzi questa formazione me l'ha predetta Dio".
- Gli avversari hanno il sapore dei datteri.
- L'uomo discende dall'Africa ed è per questo che sono arrivato qui io ad allenare.
- Intervista al tg2: "So bene che alcuni mi danno dell'istrione, ma lei sa che faccia fa l'istrione??
- Io le tabelle non le sbaglio mai, Io sono un uomo da numeri.
- Sono un allenatore di strada, un po' prostituta, che si arrangia.
- La vita è una roulotte!
- Le caratteristiche che devono avere i miei giocatori? Senz'altro necessitano di attributi tripallici!!! Quelli che hanno 3 palle fanno il pressing, quelli che ne hanno 2 giocano al calcio, quelli che ne hanno 1 fanno le partite tra scapoli e ammogliati.
- Se un giocatore mi dice che può giocare sia a destra che a sinistra io lo mando in tribuna.

lunedì 6 ottobre 2008

Piccoli e grandi amici

Ma le vostre lavatrici si nutrono di calzini come le mie? e poi, anche a voi spariscono misteriosamente gli oggetti piu' disparati? ma dove finiranno mai? qualcuno potrebbe obiettare che tutto questo e' dovuto al mio noto disordine, ma insomma, se poi mi vengono a trovare vari amici e anche a loro spariscono delle cose nella mia stanza senza che queste vengano mai piu' ritrovate, comincio a pensare che mi stia portando dietro uno stuolo di folletti che si divertono molto a farmi dei dispetti. O magari e' sempre la lavatrice che di notte si anima e, stufa dei soliti calzini, viene a prendersi qualcosa di piu' ghiotto.

Che bel lunedi'!

C'e' chi mi ha detto che con questa storia delle banche forse il capitalismo sta crollando; a me sa che molto probabilmente non sara' cosi', magari ci sara' qualche assestamento, ma comunque oggi su Repubblica.it l'apertura e' per il Papa che ci ricorda che di fronte a questa instabilita' e incertezza l'unica cosa solida e' la parola di Dio. Grazie. Non vorrei sembrare anticlericale, ma in un paese laico, l'apertura di uno dei principali giornali on line puo' essere dedicata all'opinione di un leader religioso su un tema economico?

Andiamo avanti scorrendo la pagina.
Veltroni si lamenta dell'autoritarismo di Berlusconi, Berlusconi si lamenta di Veltroni dicendo che e' sfascista. Ottimo, avanti con la metapolitica! (magari Silvio non si sarebbe lamentato tanto se Veltroni fosse stato sfascista ma senza la S pero' gli avesse lustrato i piedi e portato qualche migliaio di voti, e magari se lo sarebbe portato al Governo o lo avrebbe ricandidato sindaco di Roma. Come? gia´ ci stanno al Governo e a fare i sindaci di Roma certi sfascisti senza la S? ah...)

Poi c'e' la simpatica mania che ha preso a molta gente (in divisa e non) di prendere a calci e pugni gli immigrati. E questi bifolchi razzisti che stanno al Governo hanno il coraggio di negare tutto e dire che non e' vero, come se non fossero loro che hanno autorizzato perquisizioni e schedature di cittadini italiani basandosi solo su un criterio etnico (e non voglio dire razziale). Ah certo, bisogna ricordare tutte le violenze che gli immigrati perpetuano ai danni delle pacate italiche genti. Peccato che loro non stiano mai in divisa.

Almeno i sardi hanno fatto una cosa sensata. Non sono andati a votare contro la legge che si prefiggeva di salvaguardare in qualche forma le loro coste e le loro risorse idriche. Non e' difficile indovinare chi aveva promulgato il referendum per abrogare tale legge.

Poi naturalmente c'e' il solito pezzo sui privilegi dei politici. Vitalizio di duemila euro per 16 consiglieri regionali friulani (tra cui Illy, che effettivamente poverino ne aveva bisogno!) per aver lavorato ben cinque anni in Consiglio. Evviva!

E gia' che ci siamo, la Vezzali che si sarebbe fatta toccare volentieri da Berlusconi, non ha ottenuto il permesso per andare in televisione a Mediaset. Vabbe', tanto a rappresentare le italiche spadaccine c'e' la Granbassi ad Anno Zero. Mi sono visto come Santoro l'ha presentata. "Cosa c'entra Margherita Granbassi ad Anno Zero? Noi vogliamo lanciare un messaggio ai giovani, cioe' dire, e' arrivato il momento che, se volgiamo svegliare questo paese, voi vi facciate avanti". Ecco, quindi sostanzialmente, se nella tua vita hai fatto la schermidrice, non sai parlare in televisione, sei impacciata (pardon, emozionata) pero' sei figa, e mi tiri su l'audience, vieni pure e manda tranquillamente a quel paese quelli che ti hanno pagato lo stipendio in silenzio mentre stavi in pedana, tra l'altro coi soldi pubblici... Bel messaggio ai giovani e soprattutto alle giovani.

Piu' passano i mesi, e piu' visti da fuori siamo proprio ridicoli. E per fortuna che io preferisco riderci su, perche' altrimenti mi sembreremmo patetici.

giovedì 2 ottobre 2008

Finalmente!

Eh si', l'hanno inventato! Il telefonino che fa anche il caffe'! Fantastico!
Naturalmente fa anche da lettore mp3 e video, GPS e tutte le solite cose dei telefonini di ultima generazione ma in piu' oltre che da macchina del caffe' funziona anche da videoproiettore, traduttore universale, rasoio elettrico, e persino armonica!

Non ci credete?
Basta cliccare qua!

Il sito e' fatto benissimo e spiega perfettamente come funziona! Altro che iPhone!

mercoledì 1 ottobre 2008

Liquidita'

Ieri sera, prima di andare a dormire, lascio il mio pensierino su Barcelona e stamane aprendo distrattamente il blog della Fra, mi ritrovo un link alla colonna sonora di Vicky Cristina Barcelona (in Italia "Mezzanotte a Barcellona", mi pare) il nuovo film di Woody Allen sulla citta' liquida (che pero' ancora devo andare a vedere!). La cantante si chiama Giulia Tellarini, italiana trapiantata a Barcelona, e il gruppo Giulia y Los Tellarini. Sono anche riuscito a recuperare il testo:

Porque tanto perderse tanto buscarsa sin encontrarse
me encierran los muros de todas partes

Barcelona te estás equivocando no puedes seguir ignorando
que el mundo sea otra cosa y volar como mariposa.

Barcelona hace un calor que me deja
fría por dentro con este vicio de vivir mintiendo
que bonito seria tu mar si supiera yo nadar.

Barcelona Y mientras está llena de cara de gente extranjera,
conocida, desconocida … y vuelta a ser transparente.

No insisto más Barcelona
si no es cosa de tus ritos (o gritos?) tu laberinto extrovertido.

No he encontrado la razon porque me duele el corazon
porque es tan fuerte que sólo podré vivirte en la distancia
y escribirte una cancion.

Te quiero Barcelona

Barcelona es poderosa

(da http://vickycristinabarcelona.wordpress.com/2008/05/14/giulia-y-los-tellarini/)

E infine il video, con una bella carrellata di immagini della citta'...

Casa dolce casa

Domenica sera, salendo sull'aereo a Francoforte, per la prima volta da quando mi sono trasferito a Barcelona ho avuto la chiara sensazione che stavo tornando "a casa". Bello.

martedì 30 settembre 2008

Nebbie germaniche

Ho realizzato solo dopo essere uscito dalla stazione di Heidelberg che era la prima volta che mi trovavo in Germania.

L'immagine che mi e' rimasta della Germania potrebbe riassumersi cosi': cielo per lo piu' plumbeo, Audi, BMW e Mercedes a volonta', un sacco di wurstel e simili preparati a base di carne preferibilmente di maiale, e fiumi di birra naturalmente. Insomma abbastanza simile a come uno se l'aspetta.
Quello che almeno io non mi aspettavo e' la sensazione che mi hanno lasciato sia Heidelberg sia Francoforte, le due citta' dove sono stato: una certa mancanza di personalita', una concentrazione di ricchezza circondata da una freddezza generale e magari anche un po' di vergogna per tanta opulenza.
Anche a Zurigo ci sono un sacco di soldi e di sicuro gli Svizzeri non passano per il popolo piu' caloroso del mondo, pero'... non so, Zurigo mi e' sembrata un poco piu'... vera, onesta con se stessa, consapevole forse. Forse perche' a Zurigo ci sono stato sei mesi e in Germania una settimana, pero' e' anche vero che altri posti dove sono stato solo per una settimna mi hanno lasciato la sensazione piu' precisa di avere un'anima, un'identita'.

Chissa' forse l'anima di questa parte della Germania e' un po' piu' nascosta, e va cercata meglio. O forse mi sono gia' troppo abituato a Barcelona, che invece la sua anima te la mostra subito denudata di tutto il contorno, basta stare lontano dalle Ramblas e dintorni...

La crisi finanziaria come l'ho capita io

La settimana scorsa sono stato in Germania e ho colto l'occasione per farmi spiegare da un'amica che lavora alla Banca Centrale Europea che diavolo sta succedendo con la tanto sbandierata crisi delle banche.
Quello che ho capito e' questo.

Uno dei nodi principali e' il mercato immobiliare americano.
A un certo punto, un sacco di americani decidono di comprare casa. Naturalmente questo significa che i prezzi delle case salgono rapidamente (tanta domanda, offerta piu' o meno costante, i prezzi salgono). Siccome agli americani piace fare i debiti, comprano le case interamente coi soldi dei mutui della banche. Le banche, che continuano a prevedere che il mercato delle case sara' in crescita e i prezzi aumenteranno, addirittura gli danno piu' soldi del valore della casa, fino al 120%. Cosi' ti ci compri anche i mobili.

A un certo punto pero', un sacco di persone non ce la fanno piu' a pagare il mutuo. Quello che succede e' che in America tu puoi dire alla banca: "Non ce la faccio, tieniti la casa", ed e' finita la'. La banca si tiene la casa e sono fatti suoi. In Italia invece ad esempio il debito ti resta, sei tu che devi vendere la casa e poi eventualmente estinguerlo (piu' o meno). Se vendendola non ce la fai a ripagare il debito, resti insolvente e... insomma, non ho capito bene cosa ti puo' succedere ma non e' una bella cosa.

Ora, siccome un sacco di gente non ce la faceva a pagare il mutuo, le banche si sono ritrovate con un sacco di case, che pero' non riuscivano a vendere e il cui valore andava precipitando rapidamente (tanta offerta, poca domanda, i prezzi scendono).
Insomma, in poco tempo le banche hanno perso una marea di soldi.

Non solo. Molte banche di investimento avevano inserito nei loro pacchetti anche i mutui come fondi di investimento, cioe' praticamente tu compravi una quota del mutuo della banca. Con dei magheggi finanziari erano anche riusciti a far classificare questi fondi come AAA, cioe' prodotti supersicuri "che stai pure tranquillo i soldi non li perdi".
Quindi praticamente tutta la gente che aveva comprato questi prodotti, tra cui le banche stesse, nel giro di pochissimo e senza aspettarselo non sapevano piu' quanti soldi avevano.

A questo va aggiunto che gli americani sono da molto tempo abituati a vivere sensibilmente sopra lo standard di vita che si possono permettere e per farlo fanno un sacco debiti: mutui e carte di credito. Ora, siccome che praticamente tutti gli americani sono indebitati, quindi sostanzialmente gli americani non hanno soldi, chi ce li ha i soldi con cui sempre i soliti americani si comprano le case, i SUV, i Mac e tutto il resto? Qui e' la sorpresa (ma nemmeno tanto): ce li hanno gli indiani, i cinesi e gli arabi, che sono gli unici che i soldi ce li hanno davvero e comprano i Buoni del Tesoro e quelle robe la'. Quindi sostanzialmente il discorso e' che un sacco di soldi degli americani non stanno in America!

E la famosa mossa da 700 miliardi di dollari? (per altro bocciata stanotte dal parlamento USA) E' la solita storia, sono soldi dello Stato, che lo Stato ha perche' ha venduto cose tipo Buoni del Tesoro ai soliti asiatici e arabi (che li comprano sostanzialmente "sulla fiducia" nell'economia americana) e sostanzialmente regala alle banche perche' non collassino. Fine del liberismo sfrenato.

Tra parentesi 700 miliardi di dollari e' pari al fatturato annuale mondiale dell'industria farmaceutica e anche al costo di un anno in Iraq per l'esercito americano!

Ora, l'onda di tutto questo casino sta arrivando anche in Europa. Come andra' a finire? C'e' chi dice che sara' come nel '29... c'e' chi dice che non e' nulla... io non me ne capisco molto.
Tra qualche settimana mi faccio un'altra chiaccherata con la mia amica via Skype e vi aggiorno.

domenica 21 settembre 2008

Finito?

Certi giorni vorrei essere capace di costruire un Transmogrifier come quello di Calvin.
La mia camera non funziona bene come la sua scatola e nonostante lo studio matto e disperatissimo ancora non mi ci sento granche' nel ruolo di "esperto" che mi spetta la settimana prossima ad Heidelberg...

Per rilassare la mente tra un'equazione e un paragrafo incomprensibile, mi sono fatto rapire dalle ultime pagine de La Sombra del Viento, di Carlos Ruiz Zafon. E proprio nelle ultime pagine ho trovato nascosta una delle migliori descrizioni possibili di Barcelona

Esta ciudad es bruja, ¿sabe usted Daniel? Se le mete a uno en la piel y le roba el alma sin que uno se dé ni cuenta.

(Questa citta' e' una strega, lo sa Daniel? Le si infila sotto la pelle e le ruba l'anima senza che nemmeno se ne accorga.)

sabato 20 settembre 2008

Viaggi nel tempo

Non c'e' dubbio: questa e' la colonna sonora perfetta di questo mio settembre



Green Day, Wake me up when September ends

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

Like my fathers come to pass
Seven years has gone so fast
Wake me up when September ends

Here comes the rain again
Falling from the stars
Drenched in my pain again
Becoming who we are

As my memory rests
But never forgets what I lost
Wake me up when September ends

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

Ring out the bells again
Like we did when Spring began
Wake me up when September ends

Here comes the rain again
Falling from the stars
Drenched in my pain again
Becoming who we are

As my memory rests
But never forgets what I lost
Wake me up when September ends

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

Like my fathers come to pass
Twenty years has gone so fast
Wake me up when September ends
Wake me up when September ends
Wake me up when September ends

giovedì 18 settembre 2008

La meglio gioventu'

Tuuu.... Tuuu....

Si', pronto?

Ciao papa'!

Oh! Ciao!

Ciao, come va?


Eh, siamo un po' incasinati qua, sai i lavori, abbiamo appena finito di sistemare la cucina, c'era un casino pazzesco!

Ah gia', come sta andando?

Eh, bene, finiranno venerdi', pero' sono venuti fuori dei lavori nuovi da fare. Ad esempio abbiamo dovuto cambiare il lavandino della cucina.

Il lavandino della cucina? Quello bianco di finto marmo?

Si' quello

Ma non l'avevamo cambiato due o tre anni fa?

Ma nooo! Quale due anni fa? Sono quasi dieci anni!

Ah! Ma tu dici quello del bagno, non della cucina!

No! No! Quello della cucina! Abbiamo controllato con la mamma, l'abbiamo cambiato esattamente nove anni fa!

Nove anni fa?!?? Ma dai, non e' possibile... saranno stati al massimo tre anni!

Eh no Peppe, son proprio nove anni...

Ma sei sicuro? Ma non e' che vi ricordate male?

No no, abbiamo controllato bene... il tempo passa sai...

Eh belin! passa si' porca vacca!
Vabbeh, senti, ma l'abbonamento l'hai comprato?

Guarda, ci vado domani che torno a Genova presto. Belin abbiamo fatto uno squadrone, l'hai vista la partita?

(Segue esaltazione genoana che vi risparmio. L'ultimo scambio di battute e' riportato solo per risollevare il morale del post...)

mercoledì 17 settembre 2008

Come un'onda che tutto travolge

C'e' il blog della Fra, che forse e' il mio preferito. Poi c'e' il blog del mio amico Mauro e dei suoi amici. E poi c'e' il ritorno di Milito al Genoa.

Cosa c'entrano queste tre cose? Beh, sembra che la terza abbia invaso le prime due in maniera totalmente inaspettata...
Le prove? I commenti al post di domenica della Fra (che non c'entrava una mazza col calcio!) e il post di Giovanni.

Siamo proprio bellissimi!

lunedì 15 settembre 2008

Riprendersi il Ki

Ho deciso di imputare le mie scarse prestazioni arrampicatorie di ieri a un´eccessiva dispersione di Ki. Per rigenerarmi, da questa settimana prendo sul serio il corso di Ahstanga Yoga della simpatica maestra indiana Nidhi.

Per farsi un´idea...

Il Ki su Wikipedia.

Per quanto riguarda invece l'Ashtanga Yoga, questo sconosciuto, ecco un elenco.

Una spiegazione breve dal sito di una scuola romana.

La sempre autorevole ma in questo caso un po´ striminzita voce di Wikipedia.

Un post trovato sul blog di un´entusiasta praticante.

lunedì 8 settembre 2008

Focus



Ieri, un pomeriggio a scalare a Montserrat, sulla Magdalena Inferior: cento metri di guglia. Su e giu' un paio di volte, conglomerato: prese svase e tacchette. Tiri lunghi e protezioni a volte... psicologiche.
Un pomeriggio di concentrazione, di presenza. Mi piace.

(Nella foto, i Gorros da Nord; da sinistra a destra: Gorra Marinera, Magdalena Inferior, Magdalena Superior, Gorro Frigi)

Il Sogno di Maria

Non ci posso fare niente, tutte le volte che sento questa canzone mi vengono i brividi.

Su Youtube si trova il live



e una versione incisa



"Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
l'angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese - Conosci l'estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all'ulivo si abbraccia la vite.

Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.

(... e l' angelo disse: "Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio...)

Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.

Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era

- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."

E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.

E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte

martedì 2 settembre 2008

Follia collettiva

Della prima infanzia ciascuno porta pochi ricordi coscienti e definiti. Io ne ho due indelebili.
Il primo e' mio fratello appena nato nel seggiolone vicino a me sul sedile posteriore della Panda bianca.
Il secondo e' con mio padre allo stadio di Marassi, da qualche parte nei distinti, il Genoa sta perdendo uno a zero contro non mi ricordo piu' chi in una qualsiasi partita probabilmente di serie B. A pochi secondi dalla fine segna Scanziani, che era il mio giocatore preferito perche' secondo me assomigliava a mio papa'. Proprio stamattina leggevo: Una de las trampas de la infancia es que no hace falta comprender algo para sentirlo. Para cuando la razon es capaz de entender lo sucedido, las heridas en el corazon ya son demasiado profundas. (Una delle magie dell'infanzia e' che non e' necessario comprendere qualcosa per sentirlo. Quando la ragione diviene capace di capire quello che succede, le ferite nel cuore sono gia' troppo profonde. C. R. Zafon, La sombra del viento. Traduzione mia.)

Andare a vedere il Genoa allo stadio e parlare del Genoa e' qualcosa che sento essere allo stesso tempo totalmente stupido e totalmente irrinunciabile. E' una cosa che mi riporta alle radici, a un tempo spensierato, a qualcosa di cui sentirsi parte insieme a tanta gente che sento in quel momento vicina sebbene perfettamente sconosciuta. Da quando dieci anni fa sono andato via da Genova mi aiuta a sentirmi legato alla mia citta'.
E' forse ridicolo a dirsi, ma ogni volta resto sorpreso dall'effeto che l'irrazionale passione del pubblico di Marassi puo' avere sugli undici maestri dell'arte pedatoria che calcano il verde prato in maglia rossoblu': ci sono certi momenti in cui si crea una reazione a catena di incitamento e scatti, di agonismo e passione, l'urlo sale piu' forte e sul campo si materializzano nuove forze, quasi che passassero a chi si trova a calcarlo da chi ci si trova intorno, non piu' semplice spettatore.

Lo sport in se' sarebbe anche nobile cosa, dicono, ma e' vero che il calcio professionistico di quella nobilta' ha perso molto, in tutte le sue componenti. Tuttavia qualcosa di speciale proprio perche' irrazionalmente umano rimane la domenica negli stadi e in quel che ciascuno di noi sente quando il rito si rinnova, pur essendo cosciente che quel rito e' in gran parte una finzione, un gioco, a volte una truffa.

Ogni tifoso pensa che la sua squadra sia speciale. Tuttavia e' innegabile che ci sia qualcosa di speciale nell'orgoglio che i genoani sentono per la loro storia, per l'essere gli eredi di chi ha portato per primo il calcio e forse lo sport in Italia, per il vissuto del primo quarto del secolo quando gli scudetti si susseguivano, e ogni volta devo spiegare che si', c'erano molte meno squadre allora, ma lo scudetto si dava a chi c'era, e il merito del Genoa e' esserci stato. Da 80 anni ormai sogniamo il decimo scudetto e nutriamo il nostro sogno con trasferte oceaniche, con bagni nella fontana di Piazza De Ferrari dopo una promozione o una salvezza, con mille parole e mal di testa e cuori che battono forte per una cosa stupida come un gol in una partita di calcio. Purtroppo a volte, ma nemmeno cosi' di rado, il cuore di qualcuno smettere di battere in uno stadio per avere battuto troppo forte, e noi diciamo che ci guarda dal "terzo anello" della Gradinata Nord, che sta parecchio piu' in alto del secondo.

Nell'estate del 2003 il Genoa rischiava la retrocessione is serie C. Ero a Pisa, avevo appena finito di scrivere la tesi di laurea. Il Genoa quel giorno avrebbe giocato in notturna ad Ancona.
L'Ancona era lanciatissimo verso la serie A, per noi invece, se avessimo perso, la retrocessione sarebbe stata praticamente certa. Mio fratello mi chiama da Genova e mi dice: "Andiamo ad Ancona!". Io ci penso qualche secondo, faccio un rapido consulto, e gli dico: "OK, prendi il primo treno e andiamo in macchina da qua". Sara' stato mezzogiorno. Partenza verso le 15 da Pisa, arrivo allo stadio poco prima dell'inizio, ricerca disperata del biglietto. Ci saranno stati 2500, forse 3000 genoani. Naturalmente abbiamo perso. Ritorno a casa a Pisa a notte inoltrata. E' stata una giornata indimenticabile, una che rivivrei esattamente come fu.

Passano due anni. Giugno 2005. Il Genoa gioca a Piacenza, se vince conquista la promozione in serie A. Mio fratello questa volta e' a Piacenza con 20.000 genoani, che si organizzano con tutti i mezzi di trasporto possibili, persino in Vespa, bici e qualcuno prende parte a una staffetta a piedi!
Io sono a Livorno, la mattina compro il giornale e scopro che danno la diretta per radio in Piazza De Ferrari. Non posso perderla. Con la scusa di una giornata al mare alle Cinque Terre trascino Chiara alla diretta. Uno a zero per noi. Uno a uno. Due a uno per noi. C'e' una signora che avra' avuto 70 anni a fianco a noi, piange e mi abbraccia, dice che e' sola ora, ma va sempre a vedere il Genoa a Marassi, come faceva "cu me Bruno". A Piacenza non ce l'ha fatta e ora e' qui con noi. Poco dopo arriva il gol del due pari. La signora mi guarda attonita, fa spallucce e trattiene a stento le lacrime, cosi' diverse da quelle di poco prima. La partita finisce cosi', e torniamo a casa tutti in silenzio.

La domenica dopo e' il 12 giugno 2005. Il Genoa gioca contro il Venezia, gia' retrocesso. Se vince e' matematicamente promosso. I tifosi sono pronti, letteralmente tutto lo stadio si colora di rosso e di blu quando le squadre scendono in campo. E' una cosa da brividi.


Siamo tutti allo stadio. Mio fratello e mio cugino Enzo in Gradinata Nord, i miei cugini Giorgio e Giuggi nei distinti, io, mio padre e mia madre nella cosiddetta "gabbia" appiccicata alla Gradinata Nord. E' la prima volta che mia mamma viene allo stadio dal marzo 1992, Genoa - Ajax in Coppa UEFA. E' lei quella che ci sente piu' di tutti, che ha trasformato mio papa' da milanista a Genoano sanguigno, ma non ce la fa a vedere le partite. Il ritorno in serie A dopo 10 anni pero' non se lo vuole perdere.
Passiamo in svantaggio dopo pochi minuti. E allora tutti all'attacco, otto, dieci tiri: fuori, parato, traversa... poi a pochi secondi dalla fine del primo tempo il nostro giocatore migliore, un attaccante argentino che si chiama Diego Alberto Milito, segna il gol del pareggio. Era spuntato dal nulla un anno e mezzo prima, lo chiamavano "l'oggetto misterioso" e invece presto ha riportato la gioia di vedere giocare a pallone sul prato verde di Marassi. E' uno spettacolo vederlo, la gente dice: "Vai a vedere il Genoa quest'anno perche' c'e' Milito!".

Nell'intervallo la faccia di mia madre e' il ritratto della sofferenza, quella di mio padre della stanchezza. Io penso: "Ora ce ne andiamo e chi se ne frega, perche' questi me li ammazzano!" invece in dieci minuti si riprendono entrambi e restiamo.


Al 10' del secondo tempo il Genoa passa sul 2-1 ma dopo cinque minuti e' ancora pareggio, 2-2. Lo stadio rimane muto per pochi secondi ma poi le urla montano, la gente si sgola, il ritmo sale, ecco che quella forza scende dagli spalti al campo portata dalle urla della gente. Tutti avanti a testa bassa, i minuti passano, il traguardo sembra sfuggire di mano. A un certo punto Milito riceve la palla all'altezza del vertice destro dell'area di rigore, proprio sotto di noi, la stoppa con l'esterno destro e sembra pensare per un istante a cosa fare. Io urlo qualcosa come "Diego, inventati qualcosa ora perche' se no non segniamo mai piu'!". Controlla col sinistro, si porta la palla sull'esterno destro, salta il difensore, e con l'interno la mette nell'angolino alla destra del portiere.
GOOOOL!
Lo stadio sembra crollare, la gente si abbraccia, salta, piange!



Quello che resta da giocare e' una lunga attesa. Ma un'attesa che si protrarra' per due anni. Ci diranno il lunedi' che quella partita era stata comprata, che c'era una busta con dei soldi, che insomma era gia' tutto deciso. Io ero a quella partita e tutto sembrava tranne che combinata, ma si sa che gli occhi del tifoso spesso non sono obbiettivi.

Cosi' il Genoa finisce retrocesso all'ultimo posto e passa attraverso la serie C prima di guadagnare la promozione, questa volta senza sorprese, due anni dopo.

Diego Milito, e' partito nell'estate del 2005 per Zaragoza. Di sicuro non poteva giocare in serie C. Nella Liga Spagnola ha segnato in tre anni una montagna di gol e ogni genoano, in cuor suo, sognava di rivederlo vestire la maglia a quarti rossoblu'. Quando segno' 4 gol in una sola partita al Real Madrid fu allo stesso tempo per tutti noi una grande gioia ("vedi che il nostro Diego non era forte solo in serie B?") e un grande rimpianto ("dove saremmo ora se...").

A volte pero' i sogni diventano realta'. C'e' un uomo del Sud, vende giocattoli e sicuramente sara' un gran traffichino, perche' milionario in Italia senza trafficare non ci si diventa, ma di sicuro sa regalare sogni ai bambini; e i tifosi, specialmente quelli del Genoa, sono sempre un po' bambini.
Cosi' quell'uomo del Sud, ieri ha fatto qualcosa che nessuno si aspettava, qualcosa che ci ha fatto tornare tutti a una delle vigilie di Natale dell'infanzia, ad attendere per un regalo desiderato ma a volte nemmeno sperato e poi vederselo recapitare li', in dono, senza chiedere nulla in cambio che un sorriso. Milito giochera' ancora nel Genoa. Rappresenta un pezzo del nostro cuore, una persona che ha regalato piccoli momenti di gioia a migliaia di persone, dal quale abbiamo dovuto separarci a causa dei nostri errori, e che ora ritorna, l'ultimo tassello di quella che percepiamo come una specie di rinascita.

E' una cosa stupida, lo sappiamo tutti, ma bella come un sogno, magari frivolo, che diventa realta'. Il sogno di un bimbo che ancora non porta sul cuore le ferite del tempo.

giovedì 28 agosto 2008

Istantanea da Barcelona

Io credo che ci siano poche citta' al mondo dove puoi tornare da un mese di vacanza, organizzare in 24 ore una cena con barbecue in terrazza e ritrovarti in casa una ventina di persone sostanzialmente sconosciute... per altro tutte o quasi aderenti al fenotipo caratteristico di Barcelona: gente di passaggio oppure perduti nei meandri della vita impantanati piu' o meno volontariamente a Barcelona alla ricerca di qualcosa che ancora non sanno cosa sia.

Uno spaccato.

C'e' V. amica del cuore di Z., simpatica catalana che ho conosciuto al corso di tedesco a Zurigo e che ora si trova da qualche parte a svolgere campi di volontariato. V. si trova per la seconda volta a un barbecue a casa mia ma ancora devo capire bene cosa faccia tra una barbecue e l'altro.

C'e' F., compagno di ufficio di Alessio, tedesco cresciuto in varie parti del mondo, pronto a lasciare la fisica dopo il secondo postdoc e tornare in Germania, a Monaco, o forse a restare qua a tempo indeterminato cercando di fare... boh?!?
F. chiama anche la sua amica tedesca C., che in teoria ha un ufficio a due porte di distanza dal mio ma in pratica io l'avro' vista 3 volte in Dipartimento. Di piu' di lei non si riesce a sapere.

C'e' G., madrilegno conosciuto la settimana scorsa a Ginevra. Siamo tornati dalla Svizzera insieme in macchina, si ferma a casa mia due giorni e da Madrid arriva (in aereo! coraggioso di questi tempi...) anche il suo amico C., per dargli qualche cambio alla guida, nel viaggio per Madrid (sembra incredibile ma Barcelona - Madrid e' la stessa distanza che Barcelona - Ginevra...)
A loro si unisce J., terzo madrilegno amico dei primi due, che in teoria dovrei conoscere perche' sta facendo un dottorato alla UB (Universitat de Barcelona) ma in realta' non l'ho mai visto.
Pare che a Barcelona studi anche N., amica d'infanzia di G., pero' non si presenta fino a tarda ora e quando ormai tutti dubitavamo della sua esistenza varca la soglia insieme a Se., mio ex compagno di ufficio di Zurigo, che decide ieri mattina di prendere un aereo e venire a farsi un finesettimana lungo da queste parti. Si sono incontrati per la strada cercando casa mia... Quando li ho visti entrare insieme ho subito pensato che fosse gia' riuscito a rimorchiare in due ore a Barcelona, d'altra parte, si sa, lui e' un drago!

C'e' il tedescone Sa. L'ho conosciuto 5 mesi fa quando cercavo casa. Mi piaceva la stanza libera nel suo appartamenteo, siamo stati a chiaccherare un'ora quando l'ho vista, ero quasi certo di prenderla prima di vedere la terrazza della Font Florida... da allora abbiamo invano tentato di riuscire ad andare a bere una birra insieme varie volte e dopo una decina di appuntamenti mancati per varie ragioni ecco che finalmente si presenta a casa mia ieri sera. Aveva promesso una dote di 3 bellissime tedesche appena giunte dalle pianure del nord ma invece si presenta solo. Nessuno ha capito cosa sia successo alle 3 pulzelle.

C'e' l'inafferrabile E., catalana conosciuta nelle prime settimane a Barcelona a una festa, scomparsa per 3 mesi e improvvisamente riapparsa. E' l'unica che ha un posto fisso ma dice sempre che Barcelona e' troppo stressante e confusionaria e vuole andare a vivere fuori. Nel frattempo vive nel bel mezzo del Gotico, quartiere dove piu' casino non si puo'. Era anche riuscita a trasferirsi in una zona piu' tranquilla ma dopo un mese e' tornata nello stesso appartamento di prima. Tipico personaggio barcellonese.

Il mio coinquilino Cesar riesce a portare a casa tre personaggi assolutamente superlativi. Il suo amico belga A., che pare lavorare in una ditta di apparecchi acustici e col quale un paio di finesettimana fa ha conosciuto J. e R., appena arrivate dall'Argentina, che a loro volta si erano conosciute il giorno stesso all'ostello. Cosa siano venute a fare a Barcelona non lo sanno nemmeno loro. Vedere la citta', trovare un lavoro, un lavoro con la gente, "relaxado". Gliel'ho detto subito: ottima scelta, citta' perfetta per voi!
Quando J. e R. varcano la soglia di casa la componente maschile della combricola trattiene il fiato... fate pure volare la fantasia.
A. si presenta con maglia a strisce bianche e rosa e scarpette tipiche catalane tipo squadrillas rosa come le strisce rosa della maglietta e annucia J. come "su novia" scatenando immediatamente l'invidia ma soprattutto l'incredulita' del pubblico maschile. Piccola nota linguistica. In Castigliano "novio/a" e' un termine che indica una relazione abbastanza forte e stabile, mentre un termine un po' rilassato e' semplicemente "amigo/a"... insomma, le divagazioni su questo tema durante la serata non sono state poche. In particolare un maschietto ispanico un poco piu' intraprendente riesce ad intavolare una discussione che dura quasi un'ora da solo con la dolce J., venendo regolarmente fulminato dagli sguardi di A. che alla fine se ne va (naturalmente insieme a J., e' pur sempre "su novia"!) raccomandandogli di essere particolarmente prudente nel suo imminente lungo viaggio in auto, che' in Spagna ci sono tanti incidenti!

Ci sono infine gli amici: Alessio naturalmente, e S. e Ji., coppia composta da una sarda appassionata di arte moderna a arti marziali, e un canario dall'energia tipicamente atlantica. Vi lascio immaginare.

Tra una birra, una salsiccia, una bistecca e un piatto di pasta la serata scivola via fino alle 3, quando finalmente rimaniamo in 5 a rimettere a posto casa, fare due chiacchere in terrazza e, terminata la "decompressione", finalmente ognuno al suo letto dell'ostello Font Florida.
Il finesettimana quasi incombe ormai e attende gia' nuovi visitatori...

venerdì 22 agosto 2008

Scendere, salire...

Certe giornate cominciano proprio nella maniera sbagliata. Pero' a volte, per arrestare la caduta, basta una parola, un libro, un sorriso, un incontro e la prospettiva cambia quasi d'improvviso, piu' facilmente di quanto si potesse immaginare.

martedì 19 agosto 2008

Tramonto sul Bianco

In una giornata di sole il Monte Bianco domina Ginevra. E' li', sembra quasi a portata di mano, si staglia verso sud, oltre la citta' e oltre il lago e ogni volta che l'orizzonte si apre fa capolino suonando come un richiamo irresistibile per gli occhi ed il cuore di chi da tutto quel bianco si sente irrimediabilmente attratto.

Quando scende la sera il Monte Bianco si colora prima di rosa e poi di grigio, fino a sparire nel buio di una notte sul lago e lasciare spazio alla luna che sorge poco lontano dalla sua cima e in sua assenza mantiene lattiginoso l'orizzonte fino al mattino.

domenica 17 agosto 2008

Ultimo giro

Un'estate fatta di chilometri in auto, in treno, in aereo, in moto, percorsi tra pareti, spit, magnesite, formaggio svizzero, amici e persone care, pizza fatta in casa e cotta nel forno a legna, aria fresca di montagna e salmastra di costa, e infine la pace dei luoghi conosciuti e desiderati da settimane, dove sai che lentamente tutto cambia ma in fondo resta uguale a se stesso e quando sei rincorso e incalzato dagli eventi, puoi sempre fare ritorno e respirare.


Qualche giorno di riposo a recuperare dagli acciacchi delle fatiche delle ultime settimane e gia' e' la vigilia dell'ultimo giro di giostra. Prima di tornare a Barcellona, manca solo un bagno integrale di una settimana nelle congetture, le ipotesi, i teoremi, i grafici e le parole del mondo al quale in qualche modo appartengo da piu' di cinque anni, che in qualche modo ho desiderato da molto piu' tempo e che tuttavia, in qualche modo, non riesco a sentire completamente mio.

Finalmente sul Viso!

Saranno quasi dieci anni che io e Dario abbiamo in testa di salire la normale al Monviso. Soprattutto per chi come me ha vissuto lunghe estati tra le valli del Cuneese, il Monviso e' una montagna quasi mitica. Si erge triangolare e imponente ben distinta sopra le vette e le valli circostanti, sempre visibile nelle giornate serene da quasi ogni angolo della Provincia Granda. E' forse la montagna che ho guardato di piu' nella mia vita. Le ho girato attorno a piedi (il noto Giro del Viso), le sono andato sotto con gli sci, alla ricerca di ripidi canali nevosi incastonati fra le pareti rocciose che la circondano, e ora finalmente ne ho calcato la cima.

Dalla vetta il panorama a giro d'orizzonte e' mozzafiato, guastato appena per noi dalle nuvole che cominciavano a riempire la pianura e le vette piu' lontane verso nord ma che ci hanno regalato uno stupendo gioco di luce volgendo lo sguardo verso il Lago Grande di Viso e il rifugio Quintino Sella, 1200 metri piu' in basso.


E' una salita molto divertente e non troppo difficile, ma comunque per me solo quest'anno e' diventata affrontabile con ragionevole sicurezza. Infatti credo che solo scalare con una certa continuita' con la corda dal basso ti possa dare la confidenza necessaria per affrontare slegati passaggi di II/III, con gli scarponi da montagna, sia in salita sia in discesa. Fino all'anno scorso sarebbe stato probabilmente un poco oltre le mia capacita'.



La salita piu' agevole si fa dal rifugio Quintino Sella, attraverso prima il ripido Passo delle Sagnette, attrezzato con corde fisse, poi l'antico Ghiacciaio di Viso (ormai poco piu' di un nevaio) in cima al quale si incontra il piccolo Bivacco Andreotti, rifugio di emergenza per cordate in difficolta'.

Da li', dopo aver attraversato l'ancor piu' piccolo Ghiacciaio Sella, comincia l'ascesa della vera e propria parete. 500 metri di dislivello di II/III, facile e rilassante se totalmente secca come nel nostro caso, un po' meno in caso di neve e verglass. C'e' andata bene.

Salendo ero un po' preoccupato per la discesa. Temevo che non mi sarei fidato e avremmo dovuto mettere giu' una corda in diversi punti, ma invece le cose sono andate molto meglio del previsto, anche grazie ai consigli di Dario che e' ben piu' esperto di me. Poi, arrivati al Bivacco Andreotti, in teoria alla fine delle difficolta', le cose si sono complicate un po'. Ha cominciato a piovere e ha fatto capolino la mia annosa condropatia rotulea (infiammazione della cartilagine del ginocchio tipica di scialpinisti e montanari in genere). Risultato: 5 ore per salire e 7 per scendere...

(foto in vetta per noi due... ehm, certi accostamenti possono anche risultare un poco blasfemi visti i 4 soggetti ritratti...)

Ne e' venuta fuori una simpatica serata non prevista al rifugio Quintino Sella, animata da un incontro con una coppia di onnipresenti catalani accompagnati da tre lombardi in marcia per il Giro del Viso. E nel loro gruppo c'era anche un medico con tanto di farmacia al seguito che mi ha passato un provvidenziale antidolorofico grazie al quale il giorno dopo sono tornato a valle in "sole" 3.15 ore contro le 2.15 impiegate in salita...

In tre mesi, tutto puo' cambiare

Quando in primavera sono stato tra i ghiacci dell'Oberland Bernese, salendo col trenino che porta alla Jungfraujoch e ancor piu' arrivando lassu', e vivendo tra i ghiacci per tre giorni, tutto appariva assolutamente, enormemente bianco. Lo so che quando arriva l'estate la neve piano piano scivola via e lascia il campo a verdi prati, rocce scure e ghiaccio grigio ma quando mi trovavo in mezzo a tutto quel freddo e quel bianco (e pure mi sentivo cosi' vivo!) mi sembrava impossibile che potesse semplicemente sparire.

Invece, in tre mesi, tutto e' cambiato.


Risalgo sullo stesso trenino e il paesaggio e' cosi' diverso che quasi stento a riconoscerlo. Le distese innevate sono diventate freschi pascoli, l'enorme fiume liscio e bianco si e' riempito di buchi, si e' fatto grigio e minaccioso; solo le cime piu' alte mantengono il loro candore e anzi quasi ogni giorno ricevono una spolverata di bianco dalle nuvole che rovesciano impietosamente acqua sulle nostre tende a valle. E poi c'e' l'Eiger, che nero appare in inverno al confronto con tutto il bianco intorno e ancor piu' nero appare d'estate, spogliato quasi completamente della poca neve che riusciva ad appiccicarsi alla sua ripida parete.
Fa paura visto da sotto, scarica acqua e sassi senza sosta dai suoi mille canali e budelli, si copre di nuvole gia' in tarda mattinata; intimorisce chi si accinge all'impresa di salire la sua intricata parete Nord e poi si nasconde lasciando solo immaginare cosa possa voler dire trovarsi da qualche parte su quell'enorme scoglio alto quasi due chilometri.

Per sentirci anche noi un po' alpinisti attacchiamo il fratello minore Monch da sud, grazie anche al rapido avvicinamento consentito dal trenino della Jungraujoch. E per sentirci un po' eroi lo attacchiamo con gli scarponi da sci ai piedi, visto che avevamo ricevuto una soffiata positiva sulla quantita' di neve in loco, soffiata rivelatasi inattendibile come qualucno non malato di sci come me e Alessio avrebbe potuto facilmente immaginare...
Per sentirci ancora un po' di piu' eroi, invece che seguire astutamente la traccia su sfasciumi, seguiamo un paio di guide con clienti ("la sapranno la strada loro, no?") che decidono per un percorso un po' piu'... atletico, probabilmente per far divertire i clienti legati belli sicuri al loro "guinzaglio".
Cosi' ci troviamo a scalare del III grado con scarponi da sci, in conserva qua e la' assicurata girando la corda intorno a rocce e spuntoni. Vabbeh, e' tutta esperienza. Non e' difficile credere che non ci muoviamo esattamente con velocita' felina e cosi' a meno di 200 metri dalla vetta, superati da quasi tutte le altre cordate (tutte per altro con guida a tirare il carretto, tranne una formata da tre spagnoli...) siamo costretti a fare dietrofront, causa minacciosi nuvoloni temporaleschi in rapido avvicinamento. Arriviamo alla base della cresta che il cielo si e' fatto nero nero e comincia a cadere qualche fiocco di neve. Il ritorno alla partenza del trenino e' pero' tra i piu' rapidi avvenuti in questa stagione, visto che altra gente con gli sci proprio non se ne vedeva, chissa' perche'...



Comunque, un pensierino alla discesa in sci della parete sud non ce lo siamo fatto scappare... ecco una foto, giusto per invogliare i desiderosi di avventure in equilibrio sulle lamine.



Il resto della settimana trascorre tranquillo tra chili di formaggio (al campeggio in Svizzera, cos'altro vuoi mangiare?), magnesite, temporali quotidiani, metri di roccia da scalare (e finalmente mi avvicino al VI grado...) e si conclude con una stupenda e rilassante via di quattro tiri in granito sotto il Grimselpass. Roccia liscia che non lascia niente per le mani, per altro attaccate a braccine ormai distrutte da una settimana piuttosto intensa.