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lunedì 30 agosto 2010

Storie italiane

Oggi sale alla ribalta della cronaca su Repubblica.it la storia del Marchese Camillo Casati Stampa e la moglie Anna Fallarino. Una trattazione un po' più estesa si può trovare anche qua.

Forse pochi però sanno quale sia una delle conseguenze di un tale sordido delitto, che ha condotto più o meno direttamente a una vera e propria truffa miliardaria (in lire) ai danni di una ragazza suo malgrado coinvolta nel turbinio di una vicenda dalla quale sicuramente avrebbe preferito restare fuori.
"Oltre al danno, la beffa", verrebbe da dire (oltretutto doppia, come si può capire scorrendo con un po' di attenzione le informazioni linkate sopra).

Ah beh, il truffatore non c'è bisogno di nominarlo, è sempre Lui.

giovedì 24 giugno 2010

domenica 20 giugno 2010

I agree, Mr. Fenner!

Allora, tale Professor Fenner ha dichiarato che secondo lui l'umanita' ha i giorni, pardon, gli anni contati.

Ecco, io sono anni che lo dico, portando proprio gli stessi argomenti, e ora arriva lui, solo perche' ha 95 anni ed e' professorone e tutti gli danno retta!

Ipse dixit.

Qui l'articolo del Corriere in italiano, e qui l'articolo originale sul "The Australian".

lunedì 7 dicembre 2009

La paura e la ragione

Da qualche settimana volevo scrivere un commento sul referendum "antiminareti" che si e' svolto qui in Svizzera.

Il minareto non e' altro che un campanile e, proprio come il campanile di una chiesa, si trova solitamente in prossimita' di una moschea e idealmente ha la funzione di richiamare i fedeli alla preghiera.
Quello che e' successo un paio di settimane fa e' che gli Svizzeri, con una consultazione popolare (tecnicamente quello conclusosi un paio di settimane fa qui non si chiama referendum, vedi oltre), hanno deciso di modificare la Costituzione in modo che contenga esplicitamente il divieto di costruire nuovi minareti in territorio elvetico.

Come si e' arrivati a questa decisione?

E' chiaro che questo voto e' dettato da una qualche forma di paura. Di cosa hanno paura gli Svizzeri? I musulmani in Svizzera sono forse meglio integrati che in qualsiasi altro Stato europeo. Qui si puo' stare solo se si ha un lavoro, e quando lo si ha generalmente e' ben pagato; inoltre lo Stato fornisce un trattamento del tutto analogo agli immigrati e ai cittadini svizzeri. Tutto questo l'ho provato in prima persona.
E' vero che l'integrazione non e' fatta solo di diritti economici e civili, ma di sicuro questi sono di grande aiuto, e credo che in molti altri Stati non siano garantiti come in Svizzera. Inoltre, a riprova del fatto che il problema dell'integrazione e' sentito soprattutto da chi non lo ha, e' proprio nei Cantoni a piu' alta concentrazione di musulmani che la maggioranza della popolazione non musulmana ha votato NO alla legge antiminareti, mentre nei Cantoni sperduti sulle montagne, dove i musulmani nemmeno forse si azzardano ad entrare, il risultato e' stato nettamente opposto.

Gli Svizzeri hanno dunque paura. Paura di un'escalation di terrorismo, paura di vedere lese le proprie tradizioni, paura di trovarsi un nemico in casa.
Ma vorrei provare ad analizzare un poco le conseguenze di questa decisione. Davvero la costruzione di nuovi minareti sul suolo svizzero avrebbe aumentato la "pericolosita'" della comunita' musulmana in Svizzera? e in quale modo?
Non e' forse molto piu' pericoloso aver di fatto privato di un diritto molti residenti e cittadini svizzeri? l'unico modo che abbiamo per garantirci dei diritti e' quello di estenderli a quante piu' persone possibile. E' un concetto che e' stato applicato fin dai tempi dell'Impero Romano, quando a mano a mano lo status di "civis romanus" fu esteso a gran parte dei residenti delle Province. Questo dovrebbe valere anche in risposta al piu' banale e miope dei commenti che in questo caso prenderebbe piu' o meno la forma: "Forse negli Stati musulmani e' tollerata e permessa la presenza di campanili cristiani?".

Sottrarre un diritto e una liberta' e' il modo migliore per alimentare il desiderio di rivalsa e il risentimento. Qualsiasi fosse la paura per la proprio sicurezza di chi ha votato per il divieto di costruzione dei minareti, con questo voto essa dovrebbe crescere e non diminuire.
Purtroppo questo ragionamento non tocca la pancia della gente ma dovrebbe toccarne la ragione. Si sa pero' che e' assai difficile risalire dalla pancia alla testa di fronte ad un'aggressiva campagna mediateca su una decisione che va a toccare corde cosi' profonde di ciascunao di noi.

La Lega dei Ticinesi e' una versione svizzera della Lega Nord. "Il mattino" e' un giornale settimanale, di fatto un organo di partito. Me ne e' capitata casualmente in mano una copia qualche settimana fa. Uno dei titoli che piu' mi ha sorpreso e' stato

"Vogliono costruire i minareti ma togliere i crocifissi dalle scuole"

Al solo leggere una frase cosi' io sento un profondissimo disagio, un senso di vero e proprio stordimento e nausea: e' una frase totalmente priva di logica e coerenza, che accosta volutamente due aspetti assolutamente non correlati e profondamente diversi col solo scopo di andare a toccare proprio la pancia delle persone, impedendo loro di ragionare sulle conseguenze di un'azione.

Vorrei mettere esplicitamente in luce alcune contraddizioni in seno a questa frase. Da un lato, c'e' una richiesta di eliminare un simbolo religioso da un'Istituzione statale appartenente a un Paese che non ha una "Religione di Stato" e professa la liberta' di culto. Sebbene il crocifisso e la religione cattolica facciano parte dell'identita' culturale italiana (ed e' per questo che si studia religione a scuola, e non perche' la religione cattolica sia la piu' diffusa in Italia), non si capisce perche' in uno Stato laico e liberale debbano essere presenti simboli religiosi all'interno di Istituzioni pubbliche.

La "questione minareti" invece riguarda la possibilita' di un cittadino di edificare un luogo di culto. La costruzione di tali edifici sarebbe stata comunque regolata da una legge edilizia, come quella di qualsiasi altro edificio, e nessuno di essi sarebbe appartenuto allo Stato, ma se mai ad una comunita' di cittadini. Le due cose non hanno assolutamente niente a che vedere l'una con l'altra.
Inoltre il soggetto del verbo "vogliono" sembra essere uno solo quando e' chiaro (o dovrebbe esserlo) che chi vorrebbe rimuovere i crocifissi e chi vorrebbe costruire minareti sono due gruppi di persone abbastanza nettamente distinti.
Ma tant'e', una frase di quel tipo va a toccare proprio le "corde giuste" delle persone e sortisce precisamente l'effetto desiderato. E' in ogni caso un perfetto slogan del populismo.

In Svizzera esiste un sistema politico e di governo chiamato Democrazia diretta o semidiretta.
Il Parlamento e il Governo sono composti da politici non professionisti, inoltre il potere legislativo e' in buona parte direttamente nelle mani del popolo che e' chiamato a votare non solo su referendum abrogativi, ma anche su veri e propri disegni di legge, chiamati Iniziative, (come nel caso dei minareti), sia a livello locale (comunale o cantonale), sia a livello nazionale (federale). Il risultato e' che gli Svizzeri sono chiamati alle urne da 4 fino a 10 o 12 volte all'anno (dipende dall'anno, e dai Cantoni). La domanda che mi sono sentito fare diverse volte, in risposta al mio stupore per l'esito di questa votazione e' stata: "Ma se in un altro Paese europeo si potesse votare sullo stesso argomento, cosa uscirebbe dalle urne?".

La risposta mi da' i brividi, ma e' una domanda che mi ha fatto riflettere sul ruolo e il significato delle Consultazioni Popolari nella Democrazia. Il sentore generale prima di questa votazione era che mai il Popolo Svizzero si sarebbe rivelato cosi' ignorante e discriminatorio. Gli stessi Svizzeri, la maggior parte apparentemente, non volevano svegliarsi una mattina e scoprirsi tali. Infatti i sondaggi davano il NO (cioe' NO al divieto di costruzione di minareti) in netto vantaggio. Il risultato delle urne e' stato invece come si sa opposto. Che cosa e' successo? L'affluenza e' stata leggermente superiore al 50%, un risultato comunque molto alto per la Svizzera, dove appunto, come detto, si e' chiamati a votare spessissimo. E' probabile (o possibile o forse solo auspicabile) dunque che la maggioranza reale del Paese sia contro questa legge, ma da un lato la campagna per il SI e' stata tremendamente aggressiva, mentre quella per il NO praticamente assente, dall'altro molti che avrebbero votato NO hanno forse evitato di farlo, sostenuti probabilmente sia dai dati dei sondaggi, sia dalla fiducia nei propri concittadini.


Questa consultazione a me pare una manifestazione del fatto che la Democrazia non sempre e' una fedele espressione della volonta' del Popolo, ma a volte riveli come il Popolo stesso possa essere facilmente manipolato andando a toccarne le giuste corde e impedendogli l'accesso alla conoscenza, che e' l'unica arma contro la paura.

La paura e' un sentimento indispensabile, che ci impedisce di compiere azioni sconsiderate potenzialmente dannose. Tuttavia la percezione del pericolo e il pericolo reale sono spesso due concetti molto distanti. La piu' tipica della paure e' quella dell'ignoto: cio' che non conosciamo fa spesso paura. Quante volte abbiamo valutato un gesto difficile o pericoloso per poi, una volta compiutolo, renderci conto di aver sbagliato misura, renderci conto anche che forse il pericolo piu' grande sarebbe stato non provarci nemmeno? E' precisamente attraverso la manipolazione delle paure che i pochi possono esercitare il proprio controllo sui molti, quando i molti non si spingono un poco oltre, a cercare di superare quella barriera costituita dal brivido e dai battiti che salgono, quando i molti, alla ricerca di una risposta, invece di cercarla dove sta, nel mondo, continuano a guardarsi dentro, trovando solo gli inevitabili vuoti e le ignoranze che ognuno di noi porta con se' e che quando si alza lo sguardo non fanno che accecarci e impedirci di vedere che la soluzione migliore e' scritta gia' la fuori, basta fare il piccolo sforzo di tenere gli occhi aperti e leggerla.

domenica 29 novembre 2009

Oggi...

...è un giorno molto triste qui in Svizzera. Qualcuno si vergogna, qualcuno si arrabbia, molti dovrebbero domandarsi dove abbiano sbagliato.

E anche io, che un po' di questo Paese e della sua gente ho lasciato entrare in me, provo quel misto di vergogna, rabbia e delusione e mi domando quale sia, se esiste, il modo giusto di incidere sulla realtá, per far sì che certi errori e certe sofferenze non si ripetano.

venerdì 18 settembre 2009

California

Il granito di Yosemite e' grandioso e impagabile, il lago Tahoe sa tasformarsi da calmo e accogliente a freddo e inquieto in poche ore, i vulcani della Sierra riempiono l'aria di vapore e odori, e la terra di colori e calore, i vini di Napa e Sonoma sono ricchi e sorprendenti, il deserto della Eastern Sierra puo' essere inaspettatemente caldo e accogliente; una sequoia gigante puo' tenerti intrappolato mezz'ora sotto la sua ombra, il Pacifico e' tremendamente freddo, ma a Big Sur e a Point Lobos pullula di vita e di colori: cormorani, delfini e leoni marini.

Poi Santa Cruz e San Francisco, che arrivano come un pugno nello stomaco, un'invasione di persone, colori, rumori. Dopo quasi due settimane tra campeggi nei boschi, laghi e deserti, dove gli orsi spesso la notte passeggiano tra le tende, la societa' civile appare come una tavolozza di colori mischiati confusamente. Nel centro dell'impero, a ogni angolo sembra affacciarsi la sua decadenza: persone dagli sguardi persi che passeggiando urlano la loro rabbia, il loro risentimento, a volte nascosti dietro una serenita', una cordialita' di facciata. Il colore della pelle quasi non e' piu' cio' che marca la differenza: e' l'avere un tetto, un conto in nero, un'auto, piu' grande possibile.

Pochi minuti di televisione hanno l'effetto di una pioggia di coltellate: il montaggio e' rapidissimo, la mente non riesce a mettere a fuoco un'immagine che eccone arrivare un'altra. Non ci deve essere tempo per pensare.

Per le strade, tutti gentili e sorridenti, nessuno si nega a dare un'indicazione, un suggerimento, peccato che spesso, quasi sempre, vengano senza una vera cognizione, come se ammettere l'ignoranza sia piu' grave che palesarla.
Stupisce la popolarita' delle auto ibride, peccato che sulle interminabili Freeway americane siano sprecate, ma fanno tanto green, ecofriendly.

La California e', si dice, una terra di contrasti, e piu' grande contrasto non ci potrebbe essere tra la sua natura selvaggia, sterminata, in attesa di una scoperta continua, che offre a tutti l'occasione del contatto col proprio se' piu' profondo e le sue grandi citta' crogiuolo di culture, ma in fondo forse prive di un'anima, prive di un senso che non sia l'ultimo Ipod o l'ostentazione di un se' a volte quasi caricaturato.

L'Half dome da sotto

Snake Dike, salendo sull'Half Dome

In cima, finalmente

La Valle di Yosemite

Tramonto sul cielo del Lago Tahoe

Tendina e Bear Box sul Lago Tahoe

Emerald Bay sul Lago Tahoe

Bumpass Hell, Lassen Volcanic National Park


Autoscatto su Echo Lake, Lassen Volcanic National Park

Vigneti a Sonoma

Bandiere della vacanza (USA, California, Italia, Svizzera)

La Eastern Sierra domina l'Alto Deserto (2300 m) intorno a Mono Lake

Sequoia gigante viva

Sequoia gigante morta (e' una di quelle PICCOLE!)

Costa del Big Sur. Al pomeriggio, al tramonto e al mattino coperta di nebbia




Point Lobos ("Lobos Marinos", in Spagnolo, sono i leoni marini. Gli Spagnoli furono i primi europei a scoprire e colonizzare la California)

Leoni marini e cormorani a Point Lobos

Beach Volley e Leone Marino a Santa Cruz

San Francisco, in bici sul Golden Gate

China Town
Sulle strade di San Francisco

venerdì 5 giugno 2009

Facce e corpi

Mi dicono che l'eco della moderatamente aggressiva campagna elettorale del Partito Socialista spagnolo sia giunta anche in Italia. Comunque, rientrare in auto dall'Italia e trovarsi, appena entrato in citta', un cartello come questo fa un certo effetto


E poi, el Pais pubblica certe foto che da noi sono state censurate. Cosi' ho pensato di produrre un piccolo video...

venerdì 22 maggio 2009

giovedì 30 aprile 2009

Ma perche'?

Ma perche' mi domando, uno si deve ancora incazzare?

Ora che e' passato un po' di tempo, e forse l'indignazione non suona piu' come una mancanza di rispetto verso chi ci ha lasciato, posso provare a sfogarmi un po'.

1) com'e' possibile che una casa dello studente finita di costruire 30 anni fa in una delle zone piu' sismiche d'Italia crolli senza ritegno per un terremoto forte si', ma non fortissimo?

2) com'e' possibile che un ospedale, finito di costruire 8 anni fa, in una delle zone piu' sismiche d'Italia, sia inagibile per il 90% dopo un terremoto forte si', ma non fortissimo?

3) com'e' possibile che il Presidente del Consiglio si permetta di dire che chi ha perso la casa "deve prendere questi giorni come un camping del fine settimana" e la notizia non sia passata su nessun giornale italiano, nemmeno per sbaglio? che abbia anche detto che le case moderne non sono crollate, che bisogna portare i bambini al mare e prendere tutto questo come una vacanza di Pasqua e che nessuno si lamenti, si indigni, protesti?
Meno male che c'e' internet e certe frasi non possono essere piu' catalogate come "manipolazioni della stampa di sinistra". Prendetevi 4 minuti per guardare questo video, che e' una vera chicca.



4) com'e' possibile che in un momento economico che tutti ci dicono dobbiamo chiamare crisi, uno Stato vada a spendere 460 milioni di euro per bandire un referendum il 21 giugno, 2 settimane dopo le elezioni europee, apposta per scoraggiare la gente ad andare a votare, in modo che la legge elettorale "porcellum" non sia abolita e i partiti continuino a propinarci i loro ridicoli candidati ai seggi elettorali, perche' intanto si volta il partito e le liste le fanno loro?

5) com'e' possibile che l'80% dei treni che ho preso negli ultimi 3 giorni sia arrivato in ritardo sistematico, nonostante il prezzo assurdo (19 euro) che ha raggiunto una tratta di 80 km da Bologna e Firenze sulla cosiddetta "Alta Velocita'", che poi ci mette lo stesso tempo del vecchio Eurostar e del vecchio Intercity a percorrere la stessa tratta?

6) com'e' possibile che il Presidente del Consiglio dica questo



e tutti la prendano in ridere, senza capire quale attitudine rivelino queste parole pronunciate col sorriso?

7) e infine com'e' possibile che in Lombardia si proibisca di mangiare un panino, una pizza ma soprattutto un kebab per strada con l'intento esplicito di danneggiare chi questi ultimi (i kebab) li prepara e li vende?


Io alcune risposte le immagino, magari mi sbaglio, ma e' quello che sento: e' il senso civico che ci manca, la percezione che le nostre azioni si ripercuotono anche sugli altri, e che quelle degli altri si ripercuotono su di noi. Ognuno pensa per se stesso, cura il suo orticello; siamo abituati ormai a non prendere sul serio ne' chi ci governa, ne' tanto meno chi ci sta intorno. Anzi, se chi ci governa fa il simpatico, noi ridiamo con lui. Se si puo' risparmiare mettendo sabbia al posto del cemento armato, chi non lo farebbe? Anche perche', questi signori pagheranno? andranno per lo meno in galera? sebbene questo, e' ovvio, non serva a riportare indietro chi sotto quella sabbia ci e' rimasto per sempre, ne' a restituire le case a chi sotto quella sabbia ci viveva e ha fatto a tempo a scapparne. No che non pagheranno, gia' lo sappiamo, lo sappiamo tutti che non pagheranno e sappiamo anche che lo rifaranno.

Ma intanto, abbiamo avuto il Drive In e Beverly Hills, abbiamo il Grande Fratello e X Factor, due cellulari a testa e gli incentivi per le auto, ora abbiamo pure il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio partigiani, il Presidente della Camera antifascista e femminista, il divorziato cattolico che ama la famiglia: ma chi c'ammazza a noi?

lunedì 1 dicembre 2008

Di bene in meglio

E' allucinante che si possa dichiarare una cosa del genere:

«Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un'altra». «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - afferma mons. Migliore - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni»

Notizia originale qui e qui.

Cioe' quindi non mettiamo al bando la tortura, la pena di morte, il lavoro minorile, la discriminazione di genere, perche' poi si creerebbero discriminazioni verso chi le pratica! Geniale, geniale!

mercoledì 26 novembre 2008

Agghiacciante

In California il 52,1 % degli elettori ha votato per abolire il diritto degli omosessuali a sposarsi.
Vi consiglio di leggere questo illuminato commento e, per chi mastica l'inglese, ascoltare quest'altro qui sotto. Condivido pienamente entrambi (che per altro si sovrappongono in gran parte)

mercoledì 5 novembre 2008

Si dica quel che si dica...

...stanotte si e' fatta la storia. Una bella storia, per una volta.

Finalmente una risposta e' arrivata da un popolo spesso addormentato, a volte cieco, quasi sempre, come tutti, manipolato.

"The answer spoken by young and old, rich and poor, democrat and republican, black, white, Hispanic, Asian, Native American, gay, straight, disable and not disable".



Adesso il meno e' fatto, forza Obama, facci vedere cosa sai fare!

PS. Tutto il primo discorso di Obama da presidente eletto in inglese, e i passaggi principali sottotitolati in italiano, si possono trovare qua.

sabato 18 ottobre 2008

Eroe, vigliacco o...

...rompicoglioni? Roberto Saviano.
Ha deciso di andarsene. Ha 28 anni, come me, e non ha una vita perche' ha detto la verita' su quello che ha visto e vissuto.
Sembra che per avere una vita dove la vita e' intrisa di camorra, si debba far finta che la camorra non esista, o prendersela con chi la combatte. Come i ragazzi intervistati da Repubblica a questo indirizzo.
"Saviano? si poteva fare i fatti suoi se voleva stare tranquillo!"
Viva la meglio gioventu'.

venerdì 6 giugno 2008

E se succedesse a me?

Sono entrati nelle case di una famiglia di Sinti italiani, hanno chiesto i documenti e li hanno schedati. La storia completa, si trova qua, le foto invece qua. Come si legge nell´articolo e si capisce chiaramente dalle foto, si tratta di cittadini italiani, gia' censiti, di cui il comune sa tutto quello che deve sapere su un normale cittadino italiano. Quindi chiamiamolo con il suo nome: e' un atto compiuto dalle forze dell´ordine basato su una semplice discriminazione etnica o razziale. E' questo che e´, sul resto poi si puo´ discutere.

Purtroppo non e' un caso isolato. A Torino un gruppo di poliziotti e´ salito su un autobus e ha chiesto documenti e permesso di soggiorno a tutti gli stranieri! Subito dopo, tutti, anche chi aveva una regolare carta d´identita´ italiana e´ stato portato in commissariato per essere schedato.

Vivo all´estero, spesso viaggio e spesso sugli autobus: e se succedesse a me in un Paese straniero una cosa cosi´, che penserei? se mi succedesse in Brasile, in India, in Cina, cosa penserei?

giovedì 17 aprile 2008

Svolta...

... a destra. Non esiste piu' la sinistra in Parlamento.
Che l'Italia fosse un paese di destra lo sostenevo da tempo. Ora c'e' la conferma.
Abbiamo scelto la paura del diverso e la fiducia nell'uomo solo che risolve tutti i problemi. Siamo fatti cosi'.
Ora che governino cinque anni, io sto alla finestra, esposto al ludibrio delle genti straniere che non si spiegano come tutto questo possa accadere...

lunedì 14 aprile 2008

Apnea

Anche questa volta ho votato il meno peggio, tappandomi il naso.

Prima di andare a votare sono sempre molto freddo e scettico ma dopo, quando esco dal seggio, mi sento stranamente bene, come se avessi fatto una cosa bella e importante. Devo ammettere che sentirsi una piccolissima parte di tutta questa macchina e illudersi di avere un ruolo al suo interno e' alla fine gratificante.

E ora sotto con exit poll e proiezioni!

lunedì 7 aprile 2008

Questa volta...

... mi stava proprio venendo voglia di rimanere qua a godermi la primavera invece che venire a votare. Per fortuna o purtroppo ho gia' prenotato treni e aerei.

Ma come si fa a non vergognarsi quando un probabile prossimo ministro del tuo Paese se ne esce con

«Queste elezioni potrebbero finire con la necessità di imbracciare i
fucili e andare a prendere queste carogne, la canaglia centralista
romana. Bisogna andare a prendere quella canaglia che sta facendo apposta ad impedire il voto».

E' una vergogna quella scheda elettorale in cui non ci si capisce niente (ma chi le ha disegnate?), e' una vergogna che esista sulla scena politica un personaggio come Umberto Bossi, e' una vergogna ancora piu' grande che il leader della sua coalizione lo difenda a spada tratta ribadendo per l'ennesima volta che si tratta di "fucilate a parole" o qualcosa del genere.

Per fortuna ancora mi riesce di farmi venire da ridere pensandoci, ma ci sarebbe da disperarsi.

L'altra parte si dice in rimonta, non saranno tanto migliori ma almeno queste figurette non ce le fanno fare, speriamo che il voto sia utile a farci vergognare un po' di meno...