giovedì 17 aprile 2008

Svolta...

... a destra. Non esiste piu' la sinistra in Parlamento.
Che l'Italia fosse un paese di destra lo sostenevo da tempo. Ora c'e' la conferma.
Abbiamo scelto la paura del diverso e la fiducia nell'uomo solo che risolve tutti i problemi. Siamo fatti cosi'.
Ora che governino cinque anni, io sto alla finestra, esposto al ludibrio delle genti straniere che non si spiegano come tutto questo possa accadere...

5 commenti:

proud ha detto...

La paura del diverso?!
Veltroni?????????? Il PD? Sarebbe questo il diverso???? Fassino, D'Alema, Rosy Bindi, Castagnetti, Bonino e Pannella, Violante, Livia Turco........... Tutte cariatidi legate ad una politica che non esiste più da quasi 20 anni. Per non parlare dei vari partiti comunisti spazzati via...
Non farci ridere, dai. Ha vinto proprio la voglia di diverso, di riforme, di un paese moderno!

Piuttosto, sarebbe d'uopo che il PD impieghi questi 5 anni per trasformarsi finalmente in un partito di centrosinistra normale, come il partito laburista inglese o il partito democratico americano, invece di essere sempre solo il solito fallimentare Ulivo che ad ogni elezione cambia nome.

Beppe ha detto...

No, il diverso e' il rumeno, il pakistano, il senegalese, l'algerino, il cinese, il meridionale. E' di questo che abbiamo paura. E io ho paura di quelli che hanno paura.

Purtroppo il partito che si fa portatore di questi sentimenti manca, oltre che di educazione, capacita' dialettica e buon senso, anche di una classe dirigente degna di tale nome, e ora pretende posti di potere che democraticamente, lo ammetto, gli spettano.
Io penso che la mancanza di una classe dirigente presentabile sia il vero problema di questa destra.
Berlusconi vince perche' incarna alcuni valori dell'italianita' che saltano subito all'occhio non appena ti capita di vivere per un po' all'estero: la cultura della prevaricazione, la mancanza di senso civico, la ricerca della battuta a tutti i costi, ma anche l'ingegnosita' e l'arte dell'arrangiarsi e di trovare il successo non senza aiutarsi in maniere non proprio legali.
Per inciso, spero che nessuna persona intelligente creda che nell'Italia degli anni '80 si potesse mettere in piedi la fortuna che ha messo in piedi lui rimanendo sempre dentro i confini della legalita'... questo senza mettere in dubbio le sue grandi doti di manager e la sua passione per il lavoro. Quello che e' successo dopo e' che lui non si e' spostato di molto, ma ha spostato in parte in confini della legalita' in modo da rimanerci dentro, il tutto rimanendo nelle regole democratiche, non lo nego. Ma non vorrei entrare in questa discussione, che poi si finisce a dire che i magistrati sono politicizzati tutte le volte che c'e' un'inchiesta un po' delicata.

Vengo ora al PD, e alla sua convergenza verso un partito di centrosinistra "normale", cioe' un partito un po' meno di destra, come il PD americano e il partito laburista... ma questa e' una questione di punti di vista, forse.
Il punto e' che in nessuna democrazia occidentale esiste come in Italia uno Stato geograficamente e socialmente all'interno dello stesso Stato che esercita pressioni sulla politica interna. E' questo l'eterno dilemma della Sinistra italiana, fin dai tempi del PCI/PSI/DC. Coniugare due anime che potrebbero stare insieme, perche' ci puo' essere identita' di valori e di programmi, ma la cui unione e' lacerata da questione ideologiche fomentate ora da una parte e ora dall'altra, da chi ha il solo scopo di salvaguardare la propria identita' e i propri privilegi.

francesca ha detto...

Tragedia, tragedia, tragedia....voglia di un paese moderno???non l'ho vista questa voglia di modernità...anzi, c'è voglia di mantenere le cose come stanno....tragedia, tragedia...

Beppe ha detto...

Il commento di Francesca mi ha suscitato una riflessione. Credo che a destra a volte si confonda quello che a me piace chiamare "modernismo" con "modernita".

Modernismo e' uno Stato, come dice Silvio, "snello e efficiente", informatizzato, semplice per il cittadino, tecnologico, Non credo che a sinistra si sia contro tutto questo.
Poi vengono le accezioni piu' politiche di "Stato moderno": federale, magari servizi privatizzati, basse imposte dirette. Ecco, queso non e' per niente sinonimo di modernita', perche' non e' un modo nuovo di affrontare problemi vecchi, e' solo una scelta politica affine al modo americano di amministrare la cosa pubblica.
Ad esempio, non si puo' dire che gli Stati scandinavi non siano moderni, eppure questo tipo di soluzioni non fanno parte, in larga misura, della loro struttura.

Le vere sfide della modernita' sono altre: la pressione immigratoria, l'esaurimento delle risorse naturali, le relazioni con le realta' emergenti dell'economia. Le risposte di questa destra a questi problemi sono di totale chiusura: legge Bossi-Fini, e non un vero dialogo alla ricerca di un'integrazione che deve essere possibile, per la nostra stessa sopravvivenza; nucleare, e non risorse rinnovabili come eolico o solare, che hanno molti meno rischi e "effetti collaterali"; dazi e frammentazioni economiche e sociali, e non un vero dialogo ne' la capacita' portare avanti un discorso globale, pur passando attraverso la valorizzazione delle risorse locali.
Queste sono le vere sfide dell'epoca moderna e io credo che rinchiudersi nel nostro provincialismo italico non sia una buona soluzione. Poi magari mi sbaglio di brutto... non mi faccio portatore di verita' ma solo di opinioni. Chi vivra' vedra'.

Paolo ha detto...

ciao!

ora mi lancio in un commento, anche un po' a mo' di saluto da un concittadino...

Non so se con "gli Italiani sono di destra" volevi dire che "gli Italiani non sono all'altezza del resto del mondo industrializzato". Se è così ti do ragione.

Vi propongo questa riflessione molto a-politica. Se doveste dire in cosa l'Italia resta indietro rispetto a tutti i paesi che avete citato, più i soliti altri termini di paragone (quindi USA, Scandinavia, Inghilterra, Francia, Germania, India, Cina, etc.), dove mettereste l'accento?

Ora, secondo me i succitati paesi offrono una enorme varietà di risposte politico-ideologiche alla necessità di ordine e governo. Si va dalla destra alla sinistra (moderna o no), persino rinunciando alla democrazia.

E' normale e giusto che, a seconda delle convinzioni personali, si propenda a considerare sbagliata o giusta l'una o l'altra soluzione. E che si voti, nel proprio paese, di conseguenza.

Ma NESSUNO, in Italia, nessuno, prima o dopo le elezioni, si pone il problema di cosa fare nel frattempo per svegliarci, tornare a vivere come Paese, come popolo e come individui. Parlo di fare qualcosa (ormai sarebbe meglio molte cose), per riprendere un posto di eccellenza nell'umanità.

Quello che mi abbatte molto è che non si sente più dire "vabbè, adesso ha vinto questo o quell'altro, è una cosa importante, ma passiamo a cosa si deve fare". Non siamo capaci di apprezzare l'importanza pratica e morale di un progetto di ampio respiro, ed impegnarci per una sua eccezionale riuscita. Anche se non è quello che avremmo scelto noi, anche se altro ci pare più urgente, anche se non ci riguarda direttamente.

In Itlaia non sappiamo più eccellere. E votiamo chi ci propone la prospettiva più comoda e vantaggiosa. Chi propone un'idea, un progetto concreto (di ampia portata), si scontra con un popolo disabituato a competere, spesso impreparato a tutti i livelli, ignorante e timoroso del rischio. Un popolo di vecchi. E ai vecchi si parla nella lingua dei loro tempi: volete la destra o la sinistra?


E intanto la Cina va nello spazio, l'India produce i migliori ingegneri del mondo, la Scandinavia ci sorprende per la sua civiltà e modernità, gli USA dominano, anche militarmente, il mondo, il resto dell'Europa ci da lezioni praticamente in ogni disciplina. E i paesi islamici, nel bene e nel male, mostrano una vitalità che non conosciamo da tempo.

Abbiamo rinunciato alle grandi cose. E ci appassionano solo la riforma delle pensioni, la legge elettorale, il conflitto di interessi, la questione sicurezza, l'immigrazione.

Non siamo più in grado di proporci nulla di più grande.
E questo è un problema ha origine nelle persone, che in generale sono mediocri, e solo dopo riverbera sull'altrettanto mediocre classe politica.

non trovate?

test: avreste votato berlusconi se avesse proposto qualcosa di lungimirante e ambizioso, anche se magari un po' destrorso, come, che so, una riconversione delle principali aree produttive Italiane, o un piano quinquennale per la ricerca applicata all'industria? io temo che non sarebbe stato abbastanza per farvi superare l'ideologia.
naturalmente, non avendo berlusconi proposto nulla del genere, ci mancherebbe, avete fatto benissimo a votare seguendo l'unica cosa che resta per discernere.