martedì 25 marzo 2008

La metro

Adoro arrivare in un posto nuovo, una citta' nuova. Nei primi giorni un flusso costante e impetuoso di informazioni investe il tuo cervello che si fa plastico e aperto: afferrare qualche parola, orientarsi, ricordare quale autobus ti riporta all'ostello o a casa, come arrivare in centro, cosa vedere, cosa mangia la gente, come cammina, come si veste, si comporta, che aspetto ha. E' come tornare bambini e avere di nuovo un intero mondo da scoprire: ignoto, misterioso e affascinante, qualcosa di cui provare, almeno per un po', a sentirsi parte.

Nelle moderne metropoli ci si muove inevitabilmente in... metropolitana. Scendi le scale, ti infili nel budello della citta' e ne sbuchi da qualche altra parte... e tutto il resto? e' fatto di cavi che scorrono nelle gallerie, facce di lavoratori, studenti, viaggiatori, turisti, giornali gratuiti, ipod... la citta' dov'e'? sembra non esistere: cosi' come un viaggio in aereo cancella le frontiere e le fa diventare solo linee su una mappa da attraversare, cosi' la metropolitana cancella le strade e i palazzi, trasformando la citta' in tanti piccoli villaggi col nome della stazione della metro...
La citta' e' sparita ma la gente rimane: la si puo' guardare in faccia, cominciare lentamente a distingure i locali dai turisti, anche quelli meglio mimetizzati, il vero cuore delle metropoli moderne e' qui sotto, dove quasi tutte le etnie e le classi sociali sono costrette a incrociarsi regalando un'inconsapevole istantanea di casa loro.

2 commenti:

francesca ha detto...

ciao beppe!
approdato anche tu nel magico mondo dei bloggers?
metto un link sul mio blog ;)
fra

Beppe ha detto...

Grazie, vorrei ricambiare il favore ma... non mi ricordo piu' come e' il tuo... me lo dici?